Opinioni

Virginia come Luigi: anche lei non legge le email?

Valeria Pacelli sul Fatto Quotidiano oggi in un articolo che illustra la difesa che Virginia Raggi opporrà ai magistrati durante l’interrogatorio nell’inchiesta in cui è indagata per abuso d’ufficio e falso (nella stessa pagina un altro articolo sempre a sua firma illustra invece l’accusa dei pm) racconta un particolare curioso a proposito della vicenda dell’assessore Meloni, il quale ha dichiarato ai magistrati che la nomina di Renato Marra a capo dell’ufficio turismo fu suggerita da Raffaele:

Adriano Meloni, […]sentito dai magistrati come persona informata sui fatti, ha dichiarato che a suggerirgli la nomina di Renato Marra era stato suo fratello Raffaele. Concetto ribadito anche in un’email agli atti dell’i nchiesta. Questa è stata inviata da Meloni al delegato al Personale, Antonio De Santis e per conoscenza a Raffaele Marra e Raggi. Nella email Meloni ringrazia per il suggerimento su Renato e ne loda l’operato.
Quella email –così si difenderà la Raggi –è stata inviata mentre lei si trovava ad Auschwitz e su un indirizzo pubblico, quello che si trova sul sito del Comune di Roma: virginia.raggi@comune.roma.it, dove ogni giorno arrivano centinaia di segnalazioni dei cittadini. Non l’ha letta quindi? Vedremo cosa risponderà ai pm. Di certo spiegherà che in tanti, compreso l’assessore Meloni, le avevano parlato in modo positivo di Renato Marra, che pensava essere la persona giusta al posto giusto.

virginia raggi adriano meloni
La motivazione “Virginia non ha letto la mail perché è stata inviata all’indirizzo sbagliato” ci ricorda i fasti di Luigi Di Maio e delle email su Paola Muraro non lette e/o non capite. Ma soprattutto non si capisce che senso abbia una replica del genere di fronte a un magistrato: se è vero – come è vero – che Meloni ha detto ai giudici che la nomina di Raffaele Marra fu suggerita dal fratello Raffaele, sono le sue parole verbalizzate che valgono: il fatto che Meloni abbia inviato una mail in tempi non sospetti per ringraziare la nomina è soltanto un dettaglio, che diventerà elemento di prova nel caso la sindaca smentisca la ricostruzione del suo assessore; che invece la Raggi l’abbia letta o meno è un dettaglio persino trascurabile, visto che non è quello il punto.

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