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Vinci, il deputato della Lega che paragona i ristoranti alle mense degli ospedali

Il parlamentare salviniano ha sposato la campagna dei ristoratori #ioapro, andando contro quanto previsto dal Dpcm in vigore. E, paragonando ospedali a trattorie.

#Ioapro. Perché se le mense degli ospedali sono aperti, per quale motivo le trattorie dovrebbero rimanere chiuse? Questo paragone (assurdo) proviene dalle fila della Lega, e più precisamente dall’onorevole Gianluca Vinci, salviniano e membro della Commissione parlamentare per gli affari costituzionali e interni. Si legge nel suo post: “Continua la lotta dei ristoratori per la sopravvivenza! Mense degli Ospedali aperte mentre le Trattorie chiuse per Covid???”. E poi l’hashtag: #ioapro. Da alcuni giorni infatti il deputato si vanta sulla propria di pagina Facebook di aderire alla campagna di quanti – infrangendo quanto previsto dai decreti – vanno contro la legge. E così pensa bene di andare a mangiare a “La Filetteria”, ristorante di Sassuolo che ha aperto ai clienti. Eppure l’Emilia-Romagna è zona arancione, e quindi: ristoranti chiusi, sia a pranzo che a cena.

La foto del pranzo di ieri – con tanto di carne e vino rosso – non è la prima condivisa dall’onorevole Vinci. Che per ben quattro giorni di fila ha mangiato in compagnia al ristorante. Era andato, il giorno prima, anche a “La Vinoteca”. E fiero ha scritto: “Quarta cena a sostegno degli imprenditori bloccati dal Governo, a Maranello”. Mentre molti “sinistri e grillini” se ne stanno comodi sul divano, io sto con chi deve pagare le bollette!”

Ma il tour non è finito. Perché prima infatti, sempre in compagnia della stessa donna, si era recato anche al ristobar “Le favole” di Reggio Emilia. Nel selfie scattato, proprio sopra di lui, si legge su una lavagnetta, a mo’ di monito e per ironia della sorte: “Usa la testa”. Un consiglio che si addice al caso, se non fosse che poi continua con: “Non guidare”. Un invito estendibile anche a tutte le 25mila persone che seguono la pagina Facebook dell’onorevole della Lega Vinci, e che – come lui – paragonano le trattorie alle mense degli ospedali.