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Vincent Ligorio, il professore dell’Accademia russa minacciato con la Z sulla porta di casa a Mosca

Ancora una minaccia anonima nei confronti di Vincent Ligorio, il professore brindisino dell’Accademia presidenziale russa dell’Economia nazionale e della pubblica amministrazione, che ha trovato la sua porta di casa a Mosca nuovamente sfregiata con il simbolo della “Z”

vincent ligorio z mosca

L’appartamento a Mosca di Vincent Ligorio, professore associato presso l’Accademia presidenziale russa dell’Economia nazionale e della pubblica amministrazione, è stato preso di mira da vandali filo-putiniani che per la seconda volta nel giro di una settimana gli hanno fatto trovare una Z sulla porta di casa, simbolo di supporto all’invasione dell’Ucraina. “Oggi sono tornati – ha scritto sui suoi social – e psicologicamente non è facile. Sicuramente dopo 11 anni dovrò andare via da quella che ho definito casa”. Ligorio è anche vice rettore per le relazioni internazionali alla University of Psichoanalysis di Mosca. Dopo le prime intimidazioni aveva fatto sapere di non aver intenzione di lasciare la Russia, ma adesso il messaggio pare inequivocabile: molto probabilmente partirà dalla capitale per tornare nella sua città di origine, Brindisi, e mettersi in sicurezza. “Lo hanno fatto in modo più artistico”, dice della nuova minaccia ricevuta.

Vincent Ligorio, il professore dell’Accademia russa minacciato con la Z sulla porta di casa a Mosca

“Oggi fa più male – aggiunge – anche per altre cose che ho ricevuto in questi giorni”. Già lo scorso 25 marzo, una settimana fa, sulla stessa porta aveva trovato un foglio di carta bianco con scritta la lettera Z e un limone, da interpretare come un invito a tacere. Ligorio infatti ha rilasciato diverse interviste a media italiani e più volte ha utilizzato i suoi profili social per aggiornare il mondo su come sia la vita in Russia dei cittadini e degli stranieri al tempo delle sanzioni stabilite dall’Occidente contro il Cremlino. In una recente intervista a Brindisi Report aveva parlato dei problemi a prelevare soldi dagli sportelli automatici, oppure degli imminenti effetti negativi sull’economia russa della fuga dei grandi brand dal Paese. Aveva inoltre denunciato le criticità dell’inflazione per il ceto medio basso russo, in difficoltà di fronte agli aumenti dei prezzi delle materie prime nei supermercati e nelle altre attività. Posizioni considerate scomode per la propaganda che qualcuno vorrebbe mettere a tacere con le minacce.