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Il video-denuncia dell’ambulante senegalese fermato a Firenze

I fatti risalgono allo scorso 5 aprile, quando all’altezza di Ponte Vecchio un venditore ambulante senegalese è stato sottoposto a un controllo da parte dei vigili urbani

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Lo scorso 5 aprile un cittadino senegalese è stato bloccato e trattenuto a terra da alcuni vigili urbani in borghese durante un controllo: il fatto è avvenuto su Lungarno Acciaioli, davanti al Ponte Vecchio a Firenze. I passanti sono accorsi per verificare le condizioni dell’uomo – un venditore ambulante – e hanno ripreso con gli smartphone le azioni degli agenti. Il fermato infatti gridava di non riuscire a respirare. “Guarda cosa fanno, guarda cosa fanno a quest’uomo. Davanti a Ponte Vecchio, Firenze. Bravi. Complimenti guarda la faccia di quest’uomo, guardate la faccia”, si sente nell’audio del filmato. I vigili rispondono, spiegano che stanno lavorando.

Il venditore ambulante senegalese fermato dai vigili a Firenze

La vicenda si è placata e l’uomo è stato sottoposto a “fermo per identificazione e denunciato a piede libero per resistenza, lesioni e per rifiuto di generalità”. Secondo quanto riferito dai vigili si sarebbe rifiutato di fornire le proprie generalità e consegnare la merce. Avrebbe inoltre prima strattonato un agente e poi colpito a spinte e pugni un altro che per questo ha tentato di immobilizzarlo. “Gli agenti coinvolti – fa sapere il Comune di Firenze – hanno riportato lesioni guaribili in tre e cinque giorni, mentre non risulterebbe alcuna lesione né alcun accesso al pronto soccorso da parte del fermato”.

L’avvocato Cosimo Magazzini, legale delle due persone intervenute e che hanno registrato il video, ha dichiarato: “Depositeremo lunedì un esposto in procura al fine di consentire all’autorità giudiziaria di valutare se l’operato delle forze dell’ordine intervenute è stato rispettoso delle modalità e dei limiti che si impongono all’autorità di pubblica sicurezza e polizia giudiziaria. I miei assistiti sono intervenuti mentre il fermo era già in corso e pertanto non conoscendo le ragioni che lo hanno imposto rimettiamo all’autorità competente la valutazione su un operato che ci è apparso sul momento non proporzionato rispetto al contegno del fermato”. Il Ministero degli Affari esteri del Senegal e dei senegalesi all’estero ha dichiarato in una nota di avere appreso “con costernazione delle violenze di cui è stato vittima un senegalese in Italia, nel momento di un arresto da parte delle forze dell’ordine. Atti di inqualificabile crudeltà, trattamento razzista e inumano”.