Opinioni

Vi ricordate quando Salvini diceva che la Merkel prendeva i siriani per business?

Vi ricordate quando quella sagoma in divisa di Matteo Salvini andava in giro a dire che Angela Merkel aveva accolto i profughi siriani per ragioni torbide da ricondurre all’infido tetesko che è furbo e pensa ai suoi interessi? Sembrava ieri quando Salvini diceva che la Merkel sceglieva “studenti, dottori, ingegneri” e a noi lasciava i più ignoranti per ragioni “di business”.

Ora, se Salvini avesse voluto accogliere i siriani prima della Merkel avrebbe potuto anche gentilmente alzare la mano e proporlo. Non lo ha fatto perché lui non ha mai fatto alcuna distinzione tra provenienze dei profughi ma ha sempre detto di volerli respingere tutti, e ha inventato la balla del business perché non sapeva cosa rispondere davanti al gesto della Merkel. Ma soprattutto, spiega oggi un articolo della Stampa, quella dei profughi da prendersi perché preparati era una bufala: a giugno erano stati assunti in pianta stabile da una delle aziende del Dax erano appena 54 profughi su 300mila rifugiati in cerca di lavoro. E la spiegazione è piuttosto chiara:

Da Norimberga gli esperti dell’Agenzia del Lavoro chiariscono che sono due i motivi che aiutano a spiegare le difficoltà incontrate finora dalle aziende: la scarsa conoscenza del tedesco e le insufficienti qualifiche professionali dei nuovi arrivati. Così, ad esempio, dei 297.000 rifugiati in cerca di lavoro registrati a giugno – saliti a luglio a 321.700 – il 74% non aveva nessuna formazione professionale e appena il 9% disponeva di un titolo accademico.
Gli esperti hanno anche cercato di individuare i lavori che potrebbero compiere: il 58% potrebbe svolgere un’attività ausiliare e solo il 4% un’attività da esperto. Le grandi speranze con cui l’economia tedesca, da tempo alla ricerca di specialisti altamente qualificati, siano essi ingegneri o informatici, aveva accompagnato l’arrivo in Germania di oltre un milione di persone nel 2015 sembrano insomma essere andate per ora deluse.
 

Insomma, quella di Salvini era l’ennesima bufala raccontata per propaganda. Chissà quanti fessi ci hanno creduto.

Alessandro D'Amato

Il direttore di neXt Quotidiano