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L’imprenditore che ha violato la quarantena e causato un focolaio a Vercelli

Ha contratto il virus su un aereo al ritorno da Santo Domingo. Almeno cento persone da controllare: la Regione invia una task force

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Un imprenditore che abita a Vercelli ha contratto il Coronavirus su un aereo al ritorno da Santo Domingo. Poi ha violato la quarantena e ha causato un focolaio che oggi la Regione Piemonte sta cercando di circoscrivere controllando un centinaio di persone.

L’imprenditore che ha violato la quarantena e causato un focolaio a Vercelli

Repubblica Torino spiega oggi che il paziente numero 1 che ha provocato il focolaio di Vercelli, il più importante dalla fine del lockdown, è un imprenditore domenicano rientrato da Santo Domingo su un aereo dove viaggiava un positivo al covid. Scattata l’allerta, l’uomo avrebbe dovuto restare in isolamento. Quello che è emerso dopo qualche giorno in cui raccogliere le informazioni non è stato facile, è che abbia infranto la regola della quarantena fiduciaria.

E’ uscito, ha frequentato gli amici, è stato nei due locali di sua proprietà – quelli che due giorni fa il sindaco di Vercelli Andrea Corsaro ha deciso di chiudere – Da questo comportamento, di cui è stata informata anche la Procura di Vercelli, è scoppiato il cluster che ora sta preoccupando Vercelli e l’intera Regione. Tanto che nelle ultime ore è stata deciso che l’Asl locale sarà supportata nel lavoro di contact tracing da una task force regionale, inviata sul posto per velocizzare le operazioni di tracciamento e programmare tutte le interviste necessarie per risalire a tutti i contatti,  primari e secondari, di quanti finora sono  risultati contagiati dal covid. In gran parte persone che appartengono alla comunità domenicana che frequenta i due  locali. Sono finora 38 gli esiti positivi al test nasofaringeo, tutti asintomatici. Altri risultati si aspettano nelle prossime ore.

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Sono in ogni caso più di cento le persone da intervistare per ricostruire movimenti, contatti, spostamenti, l’indagine è tutt’altro che conclusa. I due locali di proprietà dell’imprenditore non erano ovviamente frequentati soltanto da cittadini domenicani, ma anche da vercellesi che ora dovranno tutti essere controllati. Non sempre, raccontano i medici esperti di contact tracing, si riscontra la collaborazione necessaria per agire con la rapidità indispensabile per fermare il contagio.

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