Economia

Il Veneto e le tredici banche in crisi

Tredici banche in crisi in Veneto. Federico Fubini sul Corriere della Sera oggi torna sulla debolezza del credito italiano concentrando l’attenzione sul caso Veneto: una delle aree economicamente più dinamiche d’Italia si ritrova con un sistema bancario in grave difficoltà: un malessere che investe tutte le realtà locali che in questi anni sono state il credito del territorio e hanno finanziato gli imprenditori di zona, ritrovandosi, con la crisi e i fallimenti, con grossi problemi di liquidità e patrimonio. Ricorda il Corriere:

 Alla Popolare di Vicenza e a Veneto Banca sono stati imposti aumenti di capitale senza i quali sarebbe fallite. Il Banco Popolare di Verona copre talmente male i suoi prestiti inesigibili che questi, al netto delle riserve messe da parte per compensarli, sono in proporzione più alti di quelli grande malato Montepaschi; oggi Verona è obbligata a una fusione alla pari con la Popolare di Milano, più piccola, e prima dovrà rafforzarsi. Non mancano poi casi più piccoli, spesso nel credito cooperativo. Prima di CrediVeneto, dal 2012 la Banca d’Italia ha commissariato la banca di Monastier e del Sile per un anno e mezzo, quindi la Bcc Euganea nel 2013, la Banca del Veneziano e il Credito Trevigiano nel 2014. La Bcc di Marostica è un altro caso, Banca Padovana è stata salvata dalla Bcc di Roma in extremis, Banca Marca ha visto le dimissioni di parte del vertice dopo l’ultima ispezione e la Bcc Atestina è stata accorpata a una concorrente. Quanto a Antonveneta, resta alla radice della crisi di Mps.
È una densità di dissesti e perdite senza pari in Italia. E non è facile capire perché, ma alcuni indizi aiutano. La tempesta perfetta del Veneto ricorda quelle di altre economia dinamiche dell’euro, la Spagna o l’Irlanda. Con l’avvio della moneta crollano i tassi d’interesse e il credito alle imprese nella regione esplode fra il 1999 e il 2001 da 47 a 107 miliardi, a prezzi correnti: il Veneto pesa meno di un decimo dell’economia italiana eppure concentra più di un decimo dei prestiti descrivibili come «produttivi». Il problema è che non lo sono, non sempre. Mentre il credito alle imprese venete compie un balzo del 125% nei primi dodici anni dell’euro (sempre a prezzi correnti), l’economia cresce appena del 39%. Ogni euro di prestiti ai produttori genera un reddito sempre minore. È il sintomo di una bolla e della qualità insufficiente degli investimenti, di cui il Veneto è solo un emblema nel Paese.

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La mappa delle tredici banche in crisi in Veneto (Corriere della Sera, 23 maggio 2016)

L’elenco delle tredici banche in crisi comprende la BCC di Marostica, nel frattempo incorporata dalla Banca del Trentino Alto Adige, Veneto Banca, il cui rafforzamento è stato imposto dalla BCE, CrediVeneto, in liquidazione coatta amministrativa da maggio 2016, Banco Popolare, in fusione con BPM e con un aumento di capitale imposto dalla BCE; la Bcc di Monastier commissariata nel 2012, la Banca della Marca che ha ricevuto ispezioni dalla BCE e ha fatto dimettere i vertici, la BCC Euganea, acquisita da Banca Sviluppo, Antonveneta che è stata l’origine della crisi MPS, la Banca Atestina, salvata dalla fusione con Banca Prealpi, la Banca Popolare di Vicenza con rischi patrimoniali e vigilanza BCE, la Banca del Veneziano commissariata, la Banca Padovana salvata dalla BCC di Roma e il Credito Trevigiano, commissariato nel 2014.