La macchina del funky

Veltroni non è nemico di Renzi

walter veltroni

In una lettera in politichese stretto inviata oggi al Corriere della Sera, Walter Veltroni, senza mai nominarli, fa sapere che non è dalla parte di Massimo D’Alema nella crociata del Lìder Maximo contro il segretario del Partito Democratico Matteo Renzi. En passant, Veltroni ricorda che ha anche una rubrica su L’Unità, un po’ per far capire che non è certo dalla parte dei nemici di Renzi, un po’ perché magari ha anche paura che gliela tolgano:

Caro direttore,
in questi ultimi giorni in un paio di occasioni il mio nome è stato associato, sul suo giornale, a quello di dirigenti della sinistra che hanno manifestato, legittimamente, ragioni di dissenso rispetto all’attuale linea del Pd. Vorrei solo e semplicemente dire che non è vero. Come si sa, per mie scelte personali, non partecipo da anni al dibattito interno alla variopinta articolazione di correnti e posizioni del Pd.
Dico la mia opinione, settimanalmente, su L’Unità, come richiesto dal direttore del giornale. Chi avesse letto quello che ho scritto o ascoltato la lezione che, su richiesta del gruppo dirigente, ho tenuto all’apertura della scuola di formazione del Pd saprebbe che ben difficilmente la mia posizione può essere associata a quelle di persone con le quali ho discusso a lungo su questi temi, con linee, come è noto, spesso non convergenti.
Persone per le quali però ho il massimo rispetto e talvolta amicizia, come dovrebbe essere normale. Vorrei dunque essere tenuto al di fuori dal resoconto di vicende che oggi non riguardano, in alcun modo, la mia partecipazione. Aggiungo che, come anche noto, ho sostenuto e sostengo l’ispirazione di molte scelte assunte, in questi ultimi anni, dal Pd, partito che ho cercato di aiutare a nascere sulla base di una idea radicalmente innovativa della politica e del quale mi sento parte. Un sostegno che avviene con il mio giudizio libero e la mia autonomia. Il che spero sia ancora accettato e possibile.
Se si vuole, infine, per forza rappresentare sui giornali presunti o reali «nemici» del Pd, chiederei per favore di non essere considerato in questi scenari e di rispettare le mie posizioni e le mie scelte, anche di vita.

L’unico commento possibile è questo: