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La fine della storia di Valentina Pitzalis, vittima messa alla gogna

Ieri è arrivata la richiesta di archiviazione del pubblico ministero Gilberto Ganassi per la surreale inchiesta messa su nei confronti di Valentina

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Abbiamo parlato qualche tempo fa della storia di Valentina Pitzalis, che nel 2011 ha rischiato di morire dopo che l’ex marito (morto nel tentativo di ucciderla) le ha dato fuoco. La vittima di quel femminicidio “mancato” rischiava di finire sul banco degli imputati con l’accusa di omicidio. In mezzo la sistematica demolizione mediatica della vittima, e  nessuna prova concreta. Ieri è arrivata la richiesta di archiviazione del pubblico ministero Gilberto Ganassi per la surreale inchiesta messa su nei confronti di Valentina. Racconta Selvaggia Lucarelli sul Fatto:

La madre del ragazzo, per anni, ha tentato di riscrivere la storia: ha fondato gruppi fb in cui ha cercato di insinuare che Valentina avesse tentato di uccidere Manuel (fomentando un odio che le è costato una condanna e un processo per diffamazione ancora in corso). A colpi di esposti e perfino denunce al pm Paolo De Angelis che aveva archiviato, questa madre è riuscita, nel 2017, a ottenere che la Pitzalis fosse indagata per omicidio volontario. Un caso di vittimizzazione secondaria senza precedenti al mondo. La Pitzalis, quasi morta, disabile, traumatizzata, si era ricostruita una vita parlando della sua esperienza nelle scuole. Tutto finito. Su di lei ormai aleggia quel sospetto. E ogni volta che qualcuno la invita, puntuale, arriva il messaggio della madre del suo ex: “Se la invitate subirete anche voi conseguenze legali”.

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Nei gruppi fb contro di lei scrivono: “Dovevi finire di bruciare”, “Strega”, “Puttana ”. Tre anni di incidente probatorio in cui è stato riesumato un cadavere, in cui Valentina è stata spogliata per indagare sulle sue ustioni, in cui l’accusa ha tentato di percorrere strade surreali, accusando Valentina di aver sparato a Manuel quella notte per poi cercare di coinvolgere nell’omicidio perfino sua sorella che quando Valentina bruciava, le inviava sms disperati: “Sei rientrata? Mi stai facendo venire l’ansia. Per favore rispondi!”. Un iter surreale, con una procura che ha riesumato una vicenda conclusa e archiviata ben due volte per indagare ancora su piste fantasiose, suggerite in massima parte da Elisabetta Sionis, laurea in Pedagogia, che nella sua consulenza ai confini con l’esoterismo ritiene che chi indaga debba valutare l’ipotesi che Valentina agisca ispirata dal numero 17 e dalla figura di Freddy Kruger. Tutto vero.

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