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Uova al fipronil, controlli anche sui polli da carne

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Le autorità per la sicurezza alimentare in Olanda hanno iniziato a effettuare controlli anche su polli da carne per verificare eventuali casi da contaminazione da fipronil, l’insetticida considerato come moderatamente pericoloso per l’uomo all’origine dello scandalo delle uova contaminate in Europa. I controlli vengono effettuati sugli allevamenti che hanno al contempo galline ovaiole e polli da carne, ha detto un portavoce della NVWA (l’autorità per la sicurezza alimentare olandese, ndr) al quotidiano Algemeen Dagblad.

Uova al fipronil, controlli anche sui polli

Secondo la procedura seguita, la carne di pollo può essere immessa sul mercato solo dopo che i test compiuti sugli animali abbattuti hanno escluso la presenza di fipronil. Il provvedimento riguarda comunque un numero limitato di allevamenti. In Olanda le imprese in cui convivono galline ovaiole e polli da carne “si possono contare sulle dita di una mano”, ha spiegato Eric Hubers, presidente della filiera avicola dell’organizzazione agricola e ortofrutticola Lto.
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Ieri intanto il ministero della Salute ha precisato che non risultano distribuite in Italia le uova contaminate con fipronil: “Le indagini condotte attraverso il sistema europeo di allerta Rasff, dopo l’allarme sulla presenza di questa sostanza nelle uova che venivano da alcuni produttori dei Paesi Bassi, hanno riguardato un uso fraudolento di questa sostanza”. Il ministero già il 31 luglio scorso ha informato gli assessorati alla Sanità delle Regioni e delle Provincie autonome della situazione chiedendo di effettuare le verifiche sul territorio. Oggi – fa sapere il ministero della Salute – è stato richiesto dagli assessorati e dai Nas di proseguire il monitoraggio e di comunicare gli esiti di queste verifiche e i risultati dei campionamenti effettuati sulle uova.

Le uova contaminate al Fipronil

Di uova contaminate al fipronil si era parlato ieri: “Nella loro notifica iniziale al Sistema di allerta rapido Rasff il 20 lugio, le autorità belghe hanno indicato che l’Olanda, la Francia, l’Italia, la Germania e la Polonia stanno usando il Dega-16 nei loro mercati”, aveva spiegato all’AGI una fonte della Commissione. Anche la Coldiretti aveva parlato dell’arrivo in Italia di 578 mila chili di uova in guscio di gallina dai Paesi Bassi nei primi quattro mesi del 2017 a commento delle indiscrezioni sul fatto che l’Italia potrebbe essere coinvolta nello scandalo delle uova contaminate. Nel primo quadrimestre del 2017 non risultano invece secondo l’analisi della Coldiretti importazioni di uova di gallina in guscio dal Belgio che nella notifica iniziale al Sistema di allerta rapido Rasff il 20 luglio sembra aver indicato che l’Olanda, la Francia, l’Italia, la Germania e la Polonia stanno usando il Dega-16 nei loro mercati.