La macchina del funky

Un sms da dieci euro per finanziare i partiti

Repubblica fa sapere che con un sms dal cellulare, una chiamata da casa o un clic su una app sarà possibile finanziare o sostenere partiti e candidati a sindaco. Il 23 marzo, il Garante per le Comunicazioni (l’AgCom) ha scritto alle società telefoniche. Entro il 7 aprile, queste società dovranno depositare in AgCom il “codice di autodisciplina” che regolerà il loro rapporto sia con le persone che donano sia con i partiti. E a quel punto i tasselli saranno tutti a posto perché il meccanismo parta in vista – scrive l’AgCom – delle «imminenti amministrative». Spiega oggi Repubblica:

Potremo donare uno o massimo 2 euro con un sms e con la app; da 2 a 10 euro con una chiamata da casa. I numeri saranno a sei cifre e inizieranno con il 499. Saranno le società a creare i numeri (499.999 e 499.111 tra i più ambiti) attivandoli sulla loro rete. Ora, supponiamo che una società attivi un numero e che lo affitti a un partito. Il partito potrà chiedere che lo stesso numero sia attivato da ogni altra società telefonica, per facilitare la vita agli elettori. Dopo che avremo spedito l’sms solidale, la società ci invierà un’informativa sulla riservatezza e noi daremo il nostro consenso al trattamento dei dati sensibili. Così ha stabilito il Garante della Privacy in un parere del 16 marzo.

Una decisione che servirà forse a risollevare le casse dei partiti, stremate dal cambio di finanziamento. Solo lo 0,04% dei contribuenti italiani (poco più di 16.500 su 40 milioni) ha deciso di destinare il due per mille della propria imposta sul reddito della persona fisica al finanziamento di un partito politico. La tabella del ministero dell’Economia sull’anno finanziario 2014 lo spiega. Il partito che ha ricevuto più versamenti è il Partito Democratico con 10.157 persone che hanno destinato al partito il 2 per mille mentre Scelta Civica ha potuto contare solo su 156 contribuenti.

soldi partiti
La tabella sui soldi ai partiti nelle dichiarazioni dei redditi diffusa dal ministero dell’Economia

A decorrere dall’anno finanziario 2014, con riferimento al precedente periodo d’imposta, ciascun contribuente ha la possibilità di effettuare la scelta di destinare il due per mille della propria imposta sul reddito delle persone fisiche al finanziamento di un partito politico all’atto di presentazione della sua dichiarazione dei redditi. I valori dell’anno finanziario 2014, anno di istituzione del due per mille, non sono confrontabili con quelli degli anni successivi, in quanto per il 2014 la scelta richiedeva una procedura meno diretta e più complessa per i contribuenti: doveva essere effettuata attraverso un’apposita scheda che non era allegata all’ordinaria modulistica fiscale ma doveva essere prelevata dal sito internet dell’Agenzia delle Entrate. Il Pd, con 10.157 scelte valide, si è visto assegnare 199.099 euro, seguito a “grande distanza” dalla Lega (28.140 euro), Forza Italia (24.712 euro) e Sel (23.287 euro).