La macchina del funky

«Un complotto PD-giornali per staccare Pisapia da MDP»

massimo d'alema matteo renzi

Con la consueta lucidità, Massimo D’Alema alla festa di Articolo 1 a Bologna ha dipinto uno scenario politico in cui i cattivi del Partito Democratico, in combutta con i cattivi dei grandi giornali, vogliono portare Giuliano Pisapia ad allearsi con Renzi e a mollare Bersani & Co.. Ad ascoltarlo Fabrizio D’Esposito del Fatto:

“La verità è che si attribuiscono a Pisapia retroscena e virgolettati che lui regolarmente smentisce. Parliamoci chiaro, senza infingimenti. Il Pd conduce una campagna per creare una frattura tra noi e Pisapia. L’obiettivo è questo. E siccome il Pd ha il potere e ha un buon rapporto con diversi imprenditori cui ha fatto parecchi favori e questi imprenditori sono anche proprietari di giornali, diciamo, questa campagna per staccare Pisapia da noi è sostenuta da questi mezzi d’informazione per rendere un servizio a Renzi. Ma è una campagna politica”.
D’ALEMA non cita testate e non fa nomi. Ma il riferimento è chiarissimo. Il bersaglio della sua invettiva è il nuovo colosso di Stampubblica, Stampa più Repubblica, Agnelli/Elkann più Carlo De Benedetti. Ergo la versione dalemiana su Pisapia è questa: “Sono diventato buono e voglio parlare con le parole di una persona notoriamente buona come Pisapia”. Cosa dice, dunque, l’ex sindaco di Milano? “Pisapia ha detto che lui sta lavorando a una forza politica alternativa al Pd. Vuole ricostruire il centrosinistra in radicale discontinuità con questo Pd, in merito a contenuti e leadership. Questo è lo stato degli atti. Non sono parole di D’Alema il cattivo, ma di Pisapia il buono. Poi se questa legge demenziale del Rosatellum passerà,noi saremo costretti a presentare i nostri candidati in tutti i collegi”.


Il complotto quindi potrebbe portare a un cambio di cavallo: Grasso al posto di Pisapia, che Bersani vedeva come il candidato premier ideale.

Mentre D’Alema parla a Bologna, e parla di lavoro, immigrazione, tasse, del Pd “libera le”amico dei ricchi, giù al sud, a Napoli, c’è Pietro Grasso, alla festa nazionale di Articolo 1. Una sorta di investitura come nuovo leader? Finalmente è cominciato il post-Pisapia in questa parte del campo di sinistra? Può darsi, ma l’argomento sarà tabù ufficialmente ancora per un po’di tempo.
In ogni caso, D’Alema precisa a modo suo: “Io sono solo un supporter di Articolo 1, non sto nella stanza dei bottoni, anche perché qualche volta in quella stanza avviene la guerra dei bottoni. Io sono un uomo politico e l’uomo politico deve cercare di prevedere la realtà futura con le sue diverse possibilità. E io, non avendo un compito operativo ma solo di supporto, ho più tempo per pensare”.