Opinioni

Siamo tutti nonno Tiziano

E’ passata all’incirca una settimana da quando ho pubblicato un articolo sul programma economico della Lega Nord, con il quale sbertucciavo allegramente la gran massa di fregnacce messe assieme dal duo Salvini&Borghi per infinocchiare l’elettore italico. La bella pensata mi ha procurato l’onore immeritato di un cartellone su misura del prode Matteo, il quale non ha mancato di incitare le truppe elettroniche all’assalto dei miei profili pubblico e privato. Non che la cosa mi sia parsa immeritata: in fondo me la sono cercata e, anzi, ho avuto anche un bel po’ di pubblicità a ufo, che non fa mai male. Tra i tanti accorsi a insultarmi un personaggio in particolare però mi ha colpito: tale Tiziano S.. In successione, e prima che lo bannassi, mi ha scritto:
“Comunista di merda”
“Terrone”
“Terrone di merda”
Niente di straordinario, direte voi, che ti aspettavi da uno che bazzica la pagina di Salvini? Gli applausi? No di certo. Non mi hanno colpito gli insulti però. Mi ha colpito il contenuto della sua pagina personale, dove ho scoperto chi è veramente Tiziano S.. Tiziano è una personcina a modo. Tiziano posta foto che lo ritraggono assieme ai suoi amici più cari prima della partita del Milan. Tiziano è un nonno affettuoso, che mette orgogliosamente on line le foto dei nipotini. Tiziano nella vita reale non è per niente somigliante alla belva che sputa veleno da dietro una tastiera. Me lo immagino Tiziano alla mattina svegliarsi di buon ora e portare a passeggio un bellissimo labrador; me lo immagino salutare l’edicolante all’angolo che gli consegna orgoglioso una copia calda calda della Padania e una della Gazzetta; lo vedo portare la nipotina al nido al posto dell’amatissima figlia che deve correre in ufficio e non può occuparsene; lo vedo, mentre lascia quel bellissimo batuffolo rosa all’educatrice, trattenere a stento una lacrima e rimuginare tra sé sul perché non debba occuparsi lui di Yasmine (il nome l’ho inventato io, ma qualcosa mi dice che è giusto o molto vicino a quello giusto); lo vedo passare al bar sotto casa alle nove e trincarsi un bel caffè corretto grappa che dalle parti di Bergamo a febbraio ci vuole.
Tiziano è il nonno perfetto. Quello che tutti avremmo desiderato. Dirò di più: è il nonno che ciascuno di noi vorrebbe essere a un certo punto della propria vita. Poi però, a una cert’ora della mattina Tiziano (che ahilui, non ha proprio niente da fare, specie al mattino e specie quando fa troppo freddo per andare a pesca con gli amici) accende il pc, comincia a leggere i post di Matteo Salvini e gli si apre davanti un mondo pieno di pericoli.
Un mondo molto diverso da quello reale che bazzica di solito: zingari ovunque. Froci ovunque. Albanesi che entrano in casa e svaligiano la cassaforte portando via la collana della buonanima di mamma Concetta (che era calabrese, ma non lo dite a nessuno). Tiziano immagina la piccola Yasmine che a 18 anni scopre di essere lesbica, ma solo dopo essersi fatta ingravidare dal figlio del kebabaro tunisino all’angolo della strada. Tiziano vede la propria pensione scomparire per colpa della Fornero, mentre i clandestini alloggiati nel CIE di Lampedusa ingrassano guardando Sky. E allora avviene la mutazione elettronica: Tiziano diventa una belva armata di mouse: “Stoppinvasioneeeee!”, “Iostoconstacchiooo”, “Inostripensionatifruganonellaspazzatura eiclandestiniguadagnano1200euri”, “pianokalergiiii”, “mattarellamassoneeeee”, “Kyengeorangooooo”!!!!! Ma dov’è finito quel batuffolone pieno d’amore che quando vede la nipotina si squaglia come un calippo in bocca alla Pascale? Dov’è quel simpatico ed educato signore che fa la differenziata e paga le bollette sempre con puntualità? Dov’è nonno Tiziano?????
Ve lo dico io: nonno Tiziano è ancora lì, dietro quel faccione rubicondo e un pò avvinazzato che fa tanta simpatia anche quando è assetato di sangue: ma è seppellito dalla paura. Pur non essendo mai stato rapinato da un albanese, violentato da un omosessuale ebbro della registrazione del proprio matrimonio gay, pur ricevendo ogni mese la pensione con puntualità e per intero, pur non avendo mai partecipato a uno scontro a fuoco, pur non essendo prigioniero coi Marò, Tiziano ha una paura fottuta. E si sfoga così: vomitando insulti elettronici e urlando le proprie paure virtuali ogni volta che può. Proprio come farebbe un bambino che ancora non ha imparato a sillabare, Tiziano piange il proprio disagio e ci dà dentro con le urla. Cosa possiamo fare per lui (a parte lottare per la chiusura della pagina FB di Salvini)? Come possiamo evitare queste trasformazioni in Hyde padano? Cosa possiamo fare affinché Yasmine non debba in futuro vergognarsi di quello che il nonno scriveva tra una grappetta e l’altra? Io dico che possiamo fare molto, anche noi che non lo conosciamo nella realtà. Possiamo, ad esempio ricoprirlo di coccole elettroniche. Possiamo fargli capire che non tutti i clandestini sono diretti a casa sua. Possiamo rassicurarlo e rabbonirlo raccontandogli di un Paese che può essere felice, che quel che deve accadere accadrà comunque, nonostante il berciare dei social, che può stare meglio e che non deve avere troppa paura del futuro. Anche perché il futuro potrebbe davvero prevedere un matrimonio gay per Yasmine. E allora meglio essere preparati.