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Tutte le contraddizioni nelle risposte di Luciano Nobili a Report | VIDEO

@neXt quotidiano|

Luciano Nobili

Domandare è lecito e questo sacrosanto principio è la base della democrazia. Ma il caso delle risposte di Luciano Nobili al giornalista di Report rischia di essere un boomerang mediatico per Italia Viva. Dopo la messa in onda – lunedì 3 maggio – di quel video che immortalava l’incontro (poco prima dello scorso Natale) tra Matteo Renzi e Marco Mancini (del Dis) nel parcheggio dell’Autogrill di Fiano Romano, il deputato di IV Luciano Nobili ha presentato un’interrogazione parlamentare su una presunta fattura emessa da Tarantula Luxembourg nei confronti della Rai (circostanza già smentita il giorno dopo le polemiche). Giorgio Mottola, inviato della trasmissione condotta da Sigfrido Ranucci, fatto molte domande al parlamentare e alcune risposte sono state contraddittorie.

Luciano Nobili confessa che l’interrogazione contro Report è senza prove | VIDEO

Un confronto acceso sintetizzato in poco più di sei minuti da Report in questo video.

Si parte dall’interrogazione parlamentare annunciata da Luciano Nobili la scorsa settimana. Il pressing dell’inviato di Report porta il deputato di Italia Viva a spiegare che:

“Fare una interrogazione parlamentare è una cosa molto grave poiché farla è una prerogativa di libertà di un parlamentare della Repubblica, un mio diritto e io non me lo faccio conculcare da una trasmissione televisiva. Io voglio sapere la Rai come spende i suoi soldi. La Rai può rispondermi dicendo che c’era una fattura pagata a Tarantula oppure che non c’è. Nel primo caso continuerò a fare domande e perché c’è questo pagamento. Nel secondo caso sono più leggero perché Report ha fatto un servizio indegno ma almeno senza far spendere altri soldi agli italiani”.

La fattura, secondo quanto dichiarato da Sigfrido Ranucci, non c’è e non esiste. E non solo. Quel dossier contro la trasmissione di Rai3 (accusata di creare inchieste ad hoc per attaccare Matteo Renzi) sarebbe un falso che si basa su fatti mai avvenuti e non riscontrati. E c’è stato spazio anche per la figura dell’ex manager di Finmeccanica Francesco Maria Tuccillo, indicato in quel dossier come la fonte di Report e per cui la Rai avrebbe pagato quei famosi 45mila euro attraverso la società lussemburghese (fattura di cui, al momento, non vi è traccia). Qui il caso diventa più spinoso: Report sottolinea come non sia una sua fonte e che l’unico incontro tra i giornalisti e l’uomo non sia mai andato in onda. Allora Mottola chiede a Luciano nobili: “Come facevate a sapere il nome di una fonte protetta?”. Il deputato di Italia Viva ha replicato: “Non avete solo voi quelle informazioni, ce le abbiamo anche noi le informazioni”. Poi parla di “fonti giornalistiche (interne, ndr) stanche del fatto che la Rai ricorra a professionalità esterne”.

La risposta di Sigfrido Ranucci

“L’onorevole Nobili e i colleghi giornalisti che hanno avuto tra le mani quel dossier che nessuno ci ha fatto vedere nonostante ci riguardasse, vadano in procura a denunciare chi glielo ha fornito. In questo caso non c’è da tutelare una fonte, ma un avvelenatore di pozzi che ha svolto un’attività di dossieraggio falsa. In gioco non c’è la dignità e la credibilità di una trasmissione della televisione pubblica, ma la libera informazione che è il cane da guardia della democrazia. Se consentiamo a un avvelenatore di abbassare l’asticella a questo punto, lo lasceremo libero di avvelenare oggi Report, domani chissà”.

(foto: da Report, Rai3)