Economia

Tutte le crisi aziendali dimenticate

Non solo Acciai Speciali Terni. Sui tavoli del ministero dello Sviluppo Economico guidato dalla confindustriale Federica Guidi negli ultimi 12 mesi si sono svolte quasi 300 riunioni nei tavoli convocati dalla Unità Gestione Vertenze. Nel 2013 sono stati sottoscritti 62 accordi, ma oggi ci sono centosessanta vertenze aperte che riguardano 155mila lavoratori, di cui trentamila sono a rischio. Questi i numeri delle crisi aziendali dimenticate dal governo e dall’opinione pubblica in questi anni di crisi, qui riepilogate da un’infografica pubblicata da Repubblica a corredo di un articolo a firma di Rosaria Amato.
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Le crisi aziendali dimenticate oggi ancora sul tavolo dello sviluppo sono tante, ricorda l’articolo:

Non ci sono settori che si salvano: le vertenze sono distribuite tra l’agroalimentare,la siderurgia, l’informatica,l’elettronica, la chimica, il tessile. A volte la crisi aziendale è determinata da una situazione generale legata alla produzione, come è per le acciaierie, da Terni all’Ilva di Taranto a Piombino.Ma altre volte si tratta semplicemente di decisioni prese dall’alto, per ragioni strategiche che non hanno nulla a che fare con le difficoltà del mercato: è il caso della Guaber di Casalecchio di Reno, in provincia di Bologna,destinata a chiudere entr oil giugno del 2015 perché la Henkel intende concentrare la produzione nella sede di Milano, trasferendovi solo una parte dei lavoratori. Oppure della Natuzzi: l’accordo che prevedeva la ripresa della produzione in Puglia,dopo la delocalizzazione in Romania, appare sempre più difficile da mettere in atto.