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L’ultimo tragico Tuiach: il certificato di “malattia” per poi scendere in piazza con i no pass

L’ex consigliere comunale di Trieste ha raccontato di aver atteso la fine dell’orario di “visita fiscale” per poi tornare a manifestare in piazza

fabio tuiach porto trieste proteste

Il senso di “correttezza” di Fabio Tuiach vacilla tra il comico e il commovente. L’ex pugile ed ex consigliere Comunale di Trieste (eletto con la Lega, prima di passare a Forza Nuova), è risultato positivo ai test Covid dopo le manifestazioni dei portuali. Secondo lui, il virus se lo è preso non perché durante quelle proteste non sono state seguite le più basilari norme sanitarie in tempo di pandemia, ma a causa dell’acqua piovuta dagli idranti nel giorno dello sgombero del molo 4. Insomma, una narrazione molto fantasiosa (ma, conoscendo il personaggio questa è anche la “meno peggio”) che fa da sponda a un altro racconto di quanto avvenuto nei giorni scorsi.

Tuiach era “in malattia” quando scese in piazza contro il Green Pass

Perché nei giorni delle proteste al porto di Trieste, Tuiach doveva rimanere a casa. Il motivo lo spiega lo stesso ex consigliere comunale a Il Corriere della Sera: “Ufficialmente ero in malattia. Se sono stato in piazza, non l’ho fatto negli orari in cui avevo l’obbligo di restare a casa per le visite fiscali, sono stato quindi corretto”. Insomma, prendersi la malattia e rimanere al chiuso della propria abitazione solo per attendere l’eventuale passaggio del medico che ne avrebbe certificato lo stato di salute. Poi, una volta passato l’orario, ha indossato la sua giacca gialla catarifrangente per tornare in piazza a protestare.

Un certificato per giustificare la sua assenza dal lavoro firmato dal suo medico che, però, inizialmente non voleva firmarlo: “Lunedì sera (18 ottobre, ndr) mi hanno riempito di botte e sono tornato a casa scosso dopo lo sgombero. Ho chiesto quindi al mio medico di mettermi in malattia, nonostante lui inizialmente mi avesse risposto che non poteva farlo perché tutti mi avevano visto in piazza ed ero finito su giornali e tv”. Insomma, anche il suo dottore era perplesso e dubbioso. Ma alla fine ha firmato quel documento. Il resto è storia.