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Così la Lega e Forza Nuova difendono l’autista che lascia a piedi i profughi

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In agosto Moreno Salvetti augurò la morte al Presidente della Provincia di Trento Ugo Rossi. In un post su Facebook Salvetti aveva espresso il desiderio che Rossi facesse la fine dell’orsa KJ2 (abbattuta l’anno scorso in Trentino). Il commento venne poi cancellato e Salvetti consigliere comunale di Avio, ex assessore, braccio destro del sindaco Federico Secchi, lasciò la giunta. Nei giorni scorsi si è scoperto che l’uomo è l’autista di Trentino Trasporti accusato di aver più volte evitato di fermarsi alla fermata di Marco alla quale spesso salgono profughi e richiedenti asilo.

Per Vanessa Cattoi (Lega) licenziare Salvetti farebbe aumentare l’insofferenza nei confronti dei migranti

Gli immigrati hanno accusato di razzismo l’azienda, che in seguito alle segnalazioni ha avviato una procedura di verifica tramite il sistema di controllo satellitare che ha consentito di appurare che “la condotta si è concretizzata in una ripetuta violazione degli obblighi, con conseguente turbativa al regolare svolgimento del Servizio Pubblico con danno anche all’immagine della società”. Non sarebbe quindi una “svista” ma un comportamento ripetuto da parte dell’autista.

L’Azienda ha informato la Procura e ora Salvetti rischia il licenziamento nonché di dover pagare anche i danni d’immagine a Trentino Trasporti. I paladini della legalità, quelli che da sempre tuonano contro i furbetti che non fanno il loro dovere però hanno deciso di intervenire in difesa dell’autista. La neo-deputata della (ed ex consigliera comunale ad Ala) Vanessa Cattoi non ha perso tempo e ha voluto far pervenire la sua solidarietà all’autista di Trentino Trasporti. Secondo la Cattoi l’eventuale decisione di licenziare Salvetti “rischia di alimentare ulteriormente l’insofferenza dei cittadini nei confronti della presenza di migranti”.

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Così commentava la notizia di un pestaggio ai danni di un controllore la sezione di Ala della Lega Nord

Perché ” negli ultimi tempi è diventata rischiosa la professione dell’autista di bus che troppo spesso, come accaduto nei mesi scorsi, si ritrova in condizione di pericolo e di aggressioni e insicurezza sia per lui sia per i fruitori del servizio stesso”. Il che avrebbe senso (ma non giustificherebbe l’atteggiamento) se l’autista avesse denunciato aggressioni o violenze, cosa che però non sembra esserci stata. La Cattoi e la Lega invitano l’azienda Trentino Trasporti “a non procedere al licenziamento del dipendente che fino ad allora ha svolto il proprio servizio regolarmente e considerare le giustificazioni dell’operato dell’autista manifestate dal sindacato di categoria. Mancherebbero infatti i presupposti per contestare all’autista il comportamento discriminatorio”.

Il sindacato UIL Trasporti aveva infatti prese le difese di Salvetti dicendo che: «I passeggeri non stati raccolti alla fermata di via Pinera a Marco perché non avendo effettuato alcun segnale (come previsto dal regolamento) l’autista ha immaginato che volessero salire sul bus urbano che sarebbe arrivato in seguito sulla stessa linea». Insomma, non solo negri ma anche ignoranti. Peccato che dai video si veda chiaramente che le persone in attesa alla fermata facciano cenni per richiamare l’attenzione dell’autista. E soprattutto le analisi dei tracciati satellitari hanno confermato che l’autista saltava sempre quella fermata. In un video addirittura un profugo si mette in mezzo alla strada per fermare il mezzo, l’autista rallenta per dare il tempo all’uomo di salire sul marciapiede e poi accelerare nuovamente lasciando i passeggeri alla fermata.

Nessuna discriminazione anzi è un problema di sicurezza (degli italiani)

Nemmeno Villiam Angeli,consigliere comunale della Lega a Rovereto, vuole parlare di discriminazione razziale  «Questa non è discriminazione razziale ma un problema di gestione della sicurezza sui mezzi pubblici.
E questo vale sia per gli autisti che per i passeggeri, un problema che dovrebbe essere affrontato con provvedimenti netti il più presto possibile». I profughi sarebbero un pericolo per la sicurezza per il solo fatto di essere stranieri, ovvero prima ancora di mettere in atto comportamenti contro la sicurezza. La soluzione? Angeli ha detto al Trentino che l’ideale sarebbe un pulmino dedicato (in parole povere l’apartheid) pagato magari dalle cooperative “che prendono un pacco di soldi”.

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Anche il leader di Forza Nuova Roberto Fiore dà la colpa agli immigrati dicendo che “la paranoia antirazzista colpisce ancora e non si rende conto di alimentare lo scontro sociale e l’insofferenza verso l’immigrazione”. In parole povere non si dovrebbe procedere nei confronti di un lavoratore che non fa il suo lavoro per non alimentare il razzismo (Fiore la chiama insofferenza) nei confronti degli stranieri.