La macchina del funky

Un treno da 400mila euro per Renzi

matteo renzi treno

Matteo Renzi salirà su un treno da 400mila euro per la sua campagna elettorale. Il 4 ottobre partirà il convoglio che avrà l’obiettivo di attraversare una sessantina di province italiane. E, racconta il Fatto, metterà in crisi le casse del partito:

IN PIENO STILE renziano, pure stavolta tutto si fa all’ul t im o momento. Oltre ai problemi organizzativi e strategici, la prima questione da affrontare sono i soldi, visto che il Pd ha 184 dipendenti in Cassa integrazione e un bilancio in rosso di 9,5 milioni di euro, buco lasciato dalla campagna per il Sì al referendum costituzionale di dicembre. Per adesso, si sa che il treno (arrivato a Roma nei scorsi giorni)sarà composto da 5 vagoni, tra cui uno adibito come una sala stampa e uno come sala riunioni.
E che non si tratterà di carrozze speciali, ma di quelle di un intercity appositamente riadattate per utilizzi charter. Il Pd lo prenderà in affitto da Trenitalia a prezzo di mercato. E dunque, per il calcolo dei costi complessivi il riferimento è proprio il listino della società. Per il quale il costo dell’affitto varia tra i 20 e i 44 euro a chilometro e dipende da una serie di parametri che concorrono a determinarne il valore complessivo tra cui ad esempio: la tipologia di materiale rotabile, l’infrastruttura utilizzata (rete Alta velocità o convenzionale), la qualità dei servizi richiesti a bordo e in stazione, il numero di personale impiegato.

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Facendo un conto a spanne su una percorrenza media di 150 chilometri al giorno – a un prezzo intermedio (facciamo per comodità 33 euro a chilometro) per i 45 giorni del tour (durata minima ma potrebbe arrivare a 2 mesi) – si parte da poco meno di 250 mila euro, prezzo che può lievitare facilmente se i chilometri percorsi e i giorni del tour aumentano:

DAL PREZZO di listino, peraltro, sono esclusi l’allestimento del materiale rotabile, cioè la configurazione speciale delle 5 carrozze (il Pd sta lavorando ad arredi interni e immagini esterne), e altri eventuali servizi aggiuntivi: ad esempio vanno calcolate come costo aggiuntivo le soste in stazione, la scelta dei binari in cui fermarsi (un conto è affittare quelli vicini all’ingresso della stazione, un conto quelli lontani e poco visibili), i sovrapprezzi per il viaggio se effettuato di giorno.
E i costi aumentano e possono arrivare facilmente a 400 mila euro o anche più su. Per questo il tesoriere dem Francesco Bonifazi ha le mani nei capelli nel tentativo di contenere le spese: al Nazareno non hanno stanziato un budget preciso e ragionano basandosi sui prezzi di listino. Sperando che non lievitino troppo.