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E oggi Travaglio rimpiange il “neurologo” di Grillo

Ieri Beppe Grillo ha sancito, mettendo l’ultima pietra sulla tomba, la fine del Movimento 5 Stelle? Ecco come Travaglio ha preso il vaffa a Conte

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Ieri Beppe Grillo ha sancito, mettendo l’ultima pietra sulla tomba, la fine del Movimento 5 Stelle? Il vaffa a Conte e il venturo voto su Rousseau, con il reingaggio di Davide Casaleggio appena poche settimane dopo il suo addio, sembrano preludere alla cronaca di una morte annunciata. Oggi Marco Travaglio, che si è speso moltissimo per l’ex presidente del Consiglio, tanto da essere definito da molti il suo ideologo, si scaglia nel suo editoriale sul Fatto contro Grillo. E rimpiange i tempi in cui l’Elevato firmava le lettere inviate al suo quotidiano siglandole “Beppe Grillo e il suo neurologo”.

E oggi Travaglio rimpiange il “neurologo” di Grillo

Il direttore del Fatto spiega che a suo avviso Beppe ha rafforzato Conte, se il suo intento era quello di distruggerlo. Se invece con la sua mossa voleva annientare il Movimento Travaglio è convinto che riuscirà solo a far morire definitivamente la sua figura di padre nobile del M5S:

Basta leggere i commenti al suo ultimo post su Facebook, che lui crede visionario e invece è soltanto delirante: era da quando l’Innominabile annunciò trionfante il ritiro delle sue ministre dal governo Conte che non si riscontrava una tale unanimità di vaffanculo. Che, per un esperto del ramo, dovrebbe essere motivo di riflessione. Ma purtroppo Beppe non riflette più. Fino a qualche tempo fa, ci inviava delle lettere firmate “Beppe Grillo e il suo neurologo”. Poi, tragicamente, il suo neurologo morì. E se ne sente la mancanza. Barricato nel suo bunker, in piena sindrome di Ceausescu, l’Elevato si rimira allo specchio e si dice quanto è bravo. È come l’automobilista che imbocca l’au -tostrada in contromano e pensa che a sbagliare siano tutti gli altri

Travaglio poi, dopo aver spiegato che il voto su Rousseau è impossibile perché Casaleggio non può violare l’ordine
del Garante della Privacy di non trattare i dati degli iscritti, lancia la sua idea per neutralizzare Beppe affinché non possa nuocere più:

Lasciandolo solo, cioè nella condizione che ormai predilige, convinto – come Cesare secondo Plutarco – che sia “meglio essere primo in un villaggio che secondo a Roma”. Ma qui il villaggio ha le dimensioni di una delle sue ville. E i padri padroni sono tali finché i figli diventano adulti, escono di casa e iniziano a camminare con le proprie gambe. Nel governo, in Parlamento, nelle Regioni, nei Comuni e fra gli iscritti ci sono decine di migliaia di figli di Grillo ormai maggiorenni che sanno cosa devono fare

In quanti lo ascolteranno?