Opinioni

Il Popolo del Torrone

La Birkenstock d’oro, il Nobel degli antropologi, è andato quest’anno allo studioso inglese Michael Fanariots, il quale ha scoperto e studiato per la prima volta, nel fondo inesplorato della provincia di Viterbo, società umane che vivono nel torrone morbido. Accanto al più noto tufo, infatti, esistono nel nord del Lazio e nelle convicine Umbria e Maremma grossi massicci di torrone bianco, al cui interno, e non sopra come nel caso del tufo, sono sorti insediamenti pensati per sfuggire via via ai barbari, ai lanzichenecchi, ai briganti, alla leva obbligatoria, ai marocchini, all’inquinamento e al logorio della vita moderna, ecc.
Curiosamente, nonostante questa lunga e complessa storia, nessuno ha mai saputo niente dei “torronanti” (così sono detti da oggi) fino all’interessamento di Fanariots, il quale ha vissuto per un anno con loro ed ha raccontato la propria esperienza in un bel libro con copertina rigida, non disponibile in ebook. Tale circostanza – non l’assenza della versione elettronica, bensì l’improvvisa comparsa di un gruppo umano prima inaudito – ha insospettito un membro della commissione della Birkenstock d’oro, il quale ha fatto delle indagini e ha prontamente scoperto che i torronanti non sono mai esistiti, perlomeno come fenomeno spontaneo, ma sono invece dei meschini costretti dal Fanariots a nascondersi nel torrone mediante ricatti, minacce, violenza psicologica e video di Julio Baptista (ex Roma).
torrone
Tutto questo è stato dunque rivelato alle autorità italiane, che hanno arrestato Fanariots e liberato le sue vittime, le quali avevano già stretto legami all’interno del torrone e avuto anche dei figli leggermente vanigliati; la Birkenstock d’oro è stata revocata e sostituita con un premio per il miglior esperimento sociologico del 2016.