Fatti

“Pensavo fosse autistico”, la terrificante motivazione della madre che ha annegato il figlio di 2 anni

La donna è ora accusata di omicidio volontario

torre del greco bambino morto annegato

Lo ha ucciso perché, all’età di due anni, ancora non parlava. Lo ha ucciso perché aveva paura che il suo bambino – secondogenito – non fosse “normale”. E per farlo ha scelto uno dei modi più cruenti e dolorosi per il piccolo: l’annegamento. La tragedia avvenuta domenica sera sul lungomare di Torre del Greco ha dei risvolti agghiaccianti. Perché la donna, 41 anni, ha ammesso di aver ucciso quel figlio di due anni annegandolo nelle fredde acque della cittadina campana. E le motivazioni sono terrificanti.

Torre del Greco, l’agghiacciante confessione della madre che ha annegato il figlio

La donna era stata immediatamente fermata dai carabinieri, subito dopo esser stata soccorso in mezzo alle acque del mare di Torre del Greco. Aveva ancora in braccio il corpo esanime di quel figlio di due anni. All’inizio, come riporta il quotidiano La Stampa, aveva parlato di aver subito un’aggressione. Poi ha parlato di una rapina. Alla fine, durante l’interrogatorio che ha portato all’arresto con l’accusa di omicidio volontario, la motivazione di quell’infanticidio.

“Le indagini condotte dai carabinieri hanno consentito di raccogliere gravi indizi di colpevolezza. Allo stato, sulla scorta delle prime acquisizioni investigative, il gesto sarebbe riconducibile al fatto che la donna credeva che il figlio fosse affetto da problemi di ritardo mentale, nonostante non vi fosse alcuna conferma in tal senso dal punto di vista sanitario”.

Queste le parole del procuratore della Repubblica di Torre Annunziata Nunzio Fragliasso che sta indagando sul caso. La donna, come confermato anche dal legale della sua famiglia, viveva da mesi in questo stato d’ansia e frustrazione per via dello stato di salute del figlio. Lei credeva fosse autistico perché, all’età di due anni, ancora non parlava. Nessun medico le aveva confermato questa diagnosi. Ma lei aveva maturato in sé questa convinzione. Un vero e proprio tunnel in cui era entrata, senza riuscire mai a convivere con quell’idea di cui si era auto-convinta.

Il marito è sotto choc. Era stato lui a lanciare l’allarme non vedendola tornare a casa. L’uomo, che con la donna ha anche un altro figlio di 7 anni, è arrivato sul lungomare di Torre del Greco quando il piccolo già giaceva esanime tra le braccia della moglie. Inutili i tentativi di massaggio cardiaco e di respirazione a bocca a bocca fatti, come spiegato da La Repubblica, da uno zio che insieme al padre era accorso sulla spiaggia.

Il bambino di due anni, vittima di una madre che rappresenta in pieno i timori della società moderna. Quella che, come spiega Gianluca Nicoletti sul quotidiano La Stampa, pone la “diversità” (anche quella presunta) come un problema insormontabile. Da sopprimere. Perché nella comunicazione ci si ritrova più volte a cadere in dialettiche che irridono chi ha problemi (di qualsiasi sorta), trasformando il tutto in quella percezione di anormalità che può portare a folli e agghiaccianti casi. Come quello di Torre del Greco.