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Fermato il compagno della madre della bimba morta dopo esser caduta da un balcone a Torino

All’uomo è contestato il reato di omicidio volontario con dolo eventuale

Torino

I soccorritori non sono riusciti a salvare la vita della piccola Fatima, la bambina di 3 anni precipitata giovedì sera dal balcone della sua abitazione di via Milano a Torino. Troppo gravi le ferite e troppo profonde le lesioni. Dopo la morte della piccola, gli investigatori hanno tentato di ricostruire tutti i contorni di questa vicenda e lo hanno fatto raccogliendo le testimonianze di chi era presente nella zona (vicini, passanti e negozianti) al momento di quello che, all’inizio, sembrava un tragico incidente. Ma, viste le ultime decisioni, la vicenda sembra essere molto distante dalla caduta accidentale.

Torino, fermato il compagno della madre della bimba caduta dal balcone

La squadra mobile del capoluogo piemontese hanno, infatti, posto in stato di fermo il compagno della madre della piccola Fatima. Contro di lui accuse gravissime: omicidio volontario con dolo eventuale. Il 32enne è dunque ritenuto, dagli investigatori, il responsabile della morte della bambina di 3 anni precipitata dal balcone (dal quarto piano di una palazzina di sei piani) di quell’abitazione nel centro di Torino.

“Il provvedimento – si legge in una nota della Squadra mobile della città della Mole – è stato adottato in virtù delle acquisizioni derivanti dagli elementi e testimonianze raccolte nelle prime fasi investigative, che hanno consentito una sommaria possibile ricostruzione del fatto ed una prima qualificazione giuridica, che sarà sottoposta al vaglio del giudice, nelle successive fasi del procedimento”.

Gravi indizi di colpevolezza nei confronti dell’uomo che lunedì mattina dovrà rispondere alle domande nel corso della prima udienza. Il fermo è arrivato dopo il primo interrogatorio dell’uomo avvenuto nel pomeriggio di oggi. Dopo aver raccolto la sua testimonianza, quella della madre ancora sotto choc e quella dei testimoni, la squadra mobile ha deciso di procedere con la misura cautelare nei confronti dell’uomo.

La condanna arrivata ieri

I testimoni hanno raccontato di aver udito delle grida prima del tonfo e prima di vedere il corpo della piccola Fatima privo di sensi sull’asfalto di via Milano. Grida di un uomo contro una donna. Probabilmente il compagno della madre della bambina stava litigando con la donna ed era anche in stato di alterazione provocato dall’alcol. Perché proprio ieri mattina era stato condannato a otto mesi – con ritro abbreviato, anche se lui ha sempre contestato ogni addebito – per possesso si sostanza stupefacenti (hashish) a fine di spaccio.