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A Tor Sapienza vince la violenza

tor sapienza bar

Alla fine ce l’hanno fatta. Il centro per i rifugiati di via Morandi a Tor Sapienza è in procinto di essere svuotato degli occupanti. Alla fine quindi 36 (sì, trentasei) minori (sì, erano tutti al di sotto dei diciotto anni) verranno spostati “in altra destinazione”. In mattinata erano continuati i lanci di bottiglie e pietre contro il centro di immigrati a Tor Sapienza e lanci di oggetti, in risposta, dalle finestre del Centro immigrati. All’origine il rifiuto di far entrare gli immigrati in un bar: «Qui non entrare, non è per voi». Gabriella Errico, presidente della cooperativa sociale onlus Un Sorriso che gestisce il centro rifugiati di Tor Sapienza fa sapere a Omniroma che l’intenzione è chiudere tutto: «Trasferiremo anche gli adulti così il centro di accoglienza chiude e alla fine saranno tutti contenti. Il quartiere ha vinto, Tor Sapienza sarà contenta, e sicuramente saranno risolti tutti i problemi legati a spacciatori, stupratori e travestiti pure».
 
A TOR SAPIENZA VINCE LA VIOLENZA
E quindi nel primo pomeriggio gli ospiti del centro di accoglienza per richiedenti asilo di Tor Sapienza sono stati trasferiti in altre strutture della Capitale, secondo quanto dichiarato da un’operatrice della Cooperativa Un Sorriso che gestisce il centro. La decisione è stata presa in accordo con lo staff dell’assessorato comunale alle Politiche sociali. «Si tratta di un trasferimento e non di uno sgombero- precisa l’assessorato- pianificato per evitare il generarsi di altri incidenti e per far tornare rapidamente la calma”. La nuova aggressione era avvenuta dopo che era trascorsa la prima notte tranquilla attorno al centro, seguita a un presidio quasi deserto ieri sera, caratterizzato invece da una cospicua presenza delle forze dell’ordine». A Tor Sapienza risiedono in totale 25867 persone.


 
La chiusura del centro era stata chiesta anche dal vicepresidente dell’Assemblea Capitolina Giordano Tredicine: «Gli interventi annunciati ieri dal sindaco Marino per porre un argine all’illegalità ed al degrado che dilagano a Tor Sapienza sono apprezzabili, sempre che alle parole seguano i fatti ovviamente, ma non sono risolutivi. Marino avrebbe dovuto avviare il dialogo con i residenti ai primi segnali di insofferenza se intendeva percorrere la strada della mediazione. Ora è evidente che una biblioteca, la potatura degli alberi, un po’ di illuminazione in più e di spazzatura in meno per le strade non siano sufficienti a far rientrare la situazione. Urge una soluzione più drastica se si vuole che a Tor Sapienza torni la pace e l’unica e’ inevitabilmente la chiusura del centro di accoglienza di via Morandi che chiederò all’Assemblea Capitolina di avallare con una mozione depositata questa mattina». Tredicine aveva anche trovato un modo geniale per risolvere il problema: «Inoltre chiedo cortesemente al Prefetto di verificare se sussistono le condizioni per distribuire gli ospiti del centro al di fuori del già enormemente gravato territorio di Roma Capitale in altre strutture presenti nella provincia». Insomma, bastava spostarli in provincia, come si mette la polvere sotto il tappeto. Chissà perché non ci hanno pensato prima.

Tor Sapienza: le foto dell’assalto al centro di via Giorgio Morandi


GLI ADULTI A TOR SAPIENZA 
Per gli adulti richiedenti asilo ospiti nel centro, la questione del trasferimento è sul tavolo: se ne sta discutendo, al comune, in prefettura e al Viminale. Tutti i migranti del centro infatti rientrano nel programma Sprar. Intanto stanno lasciando il centro i minorenni, la maggior parte è già andata via, in auto, ma scortati dalle forze dell’ordine. «sono ragazzi», spiegano gli operatori dalla cooperativa alle agenzie di stampa, mentre aiutano i ragazzi a lasciare il centro, a fare i bagagli: «Sono spaventati ma piangono, non sarebbero voluti andare via». E anche gli operatori riescono a stento a trattenere le lacrime, la tensione emotiva di questi giorni che ancora rimbomba sotto le finestre. Dal Viminale c’è anche chi fa notare che la “resa” potrebbe creare un pericoloso precedente per altre realtà della città e del paese. Ma a quanto pare non sembra essere l’argomento del giorno, o quello che interessa di più l’amministrazione capitolina e i suoi assessori. Quindi prende piede l’ipotesi di sgombero per tutti i rifugiati, che “risolverebbe” il problema alla radice prima che la situazione degeneri per l’ordine pubblico. Di qui la logica di una decisione pilatesca e furbetta ma che almeno fa contento chi,  e sono tanti, tra gli abitanti del quartiere non aveva nessuno spirito razzista ad animarlo. Diverso è il caso per le forze politiche che hanno tentato di soffiare sul fuoco della protesta, e che adesso dovranno trovarsi un altro obiettivo. E a questo proposito, domani Mario Borghezio sarà a Roma, proprio a Tor Sapienza e in piazza Benti Bulgarelli con Casapound.

Tor Sapienza: le reazioni sui social network


MARIO BORGHEZIO A TOR SAPIENZA
Domani sarà una giornata tutta capitolina per l’eurodeputato della Lega eletto nella circoscrizione Centro che in mattinata sarà a Tor Sapienza, dove, spiega, “incontrerò gli abitanti del quartiere che difendono il loro sacrosanto diritto a vivere nella sicurezza e nella tranquillità, portando loro anche la solidarietà del segretario Matteo Salvini”. Nel pomeriggio invece Borghezio sarà alla fiaccolata organizzata da Casapound insieme ai residenti del III municipio a Fidene, in piazza Benti Bulgarelli, di fronte al mercato Serpentara, a cento metri dalla casa del pensionato massacrato da una gang probabilmente proveniente dall’est Europa. “Anche lì i cittadini denunciano lo stato totale di abbandono, tra degrado e scorribande degli abitanti dei vicini campi rom, da parte delle istituzioni. Per questo motivo ritengo fondamentale partecipare”, spiega l’esponente del Carroccio. “Sento il dovere di essere a Roma per dare solidarietà ai cittadini e sostegno alla loro legittima protesta”, spiega all’Adnkronos Borghezio. “Come la Lega aveva preannunciato – sottolinea – siamo di fronte a un’esplosione spontanea di rivolte di cittadini. Io non andrò a incitare la gente a ribellarsi ma certamente non farò mancare il mio pieno sostegno alla legittima richiesta dei cittadini di essere liberati da un’invasione che nell’ultimo periodo è diventata assolutamente intollerabile per la presenza di rifugiati, per l’effervescenza criminosa di gruppi di clandestini e per i settori illegali di persone provenienti dai campi rom”. “Darò il mio sostegno – assicura – finché non riusciremo a ottenere da parte delle autorità interventi seri e continuativi e un rafforzamento adeguato del controllo di legalità”.