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Lo slalom di Toninelli per schivare i fischi a Genova

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La Stampa racconta oggi un retroscena curioso alla base della visita del ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli a Genova ieri: il responsabile del decreto per Genova, contestatissimo, ha effettuato uno slalom di entrate e uscite per evitare le contestazioni dei lavoratori e dei cittadini:

All’arrivo, all’aeroporto, la sua auto è uscita da un ingresso laterale evitando una rappresentanza di edili della Pavimental e della Spea, le due società controllate da Autostrade, che protestavano contro la loro esclusione dalla ricostruzione del Ponte Morandi sancita dal «decreto Genova». Al termine del vertice bilaterale con la commissaria europea Violeta Bulc, il ministro ha incontrato i giornalisti per fare le sue dichiarazioni.

Ma al momento delle domande, lui e la commissaria si sono rintanati in un’altra saletta, lasciando i giornalisti a bocca asciutta. Il terzo dribbling alla fine dell’incontro con il governatore Giovanni Toti e il sindaco Marco Bucci: i manifestanti nella vicina piazza De Ferrari volevano arrivare alla prefettura proprio per incontrarlo e consegnargli un modellino del Morandi, «così lo porta da Vespa».

danilo toninelli luca bizzarri stazioni rosticcerie - 4

Ma il ministro aveva altri programmi: Toninelli è andato in porto, per un giro dello scalo genovese su una pilotina, insieme al presidente dell’autorità portuale Paolo Emilio Signorini e ad alcuni rappresentanti del M5S genovese e ligure.

Al ritorno a terra, però, si è seduto a quattr’occhi di fronte ai rappresentanti dei comitati degli sfollati. Che lo hanno un po’ ruvidamente invitato a mettere mano al decreto «scritto con il cuore»: «Basta bugie», senza tanti fronzoli.

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