Economia

«È stato Toninelli a fermare i bus israeliani di ATAC»

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La Basco, azienda israeliana che aveva affittato ad ATAC i famosi bus svedesi che sono tornati a casa loro (come piace a Salvini) senza aver fatto un chilometro a Roma, ieri in commissione mobilità ha accusato il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di aver boicottato la messa in strada dei veicoli, causando la rottura del contratto con la municipalizzata dei trasporti romana. Repubblica Roma ripercorre quanto affermato dall’avvocato di Basco in commissione:

11 veicoli ottengono il certificato di approvazione dal Centro prove automobilistiche, con cui il ministero dei Trasporti dà il via libera alla circolazione. Il passaggio successivo però, quello dell’immatricolazione, viene bloccato dalla motorizzazione di Roma. Il motivo: gli autobus violano la normativa europea perché sono Euro 5 invece che Euro 6.

Una questione di interpretazione, perché in base alle stesse regole in Germania anche gli Euro 5 possono essere immatricolati. Così, mentre il ministero dei Trasporti nostrano annulla gli 11 certificati precedentemente rilasciati, Basco procede spedita verso la Germania dove un autobus viene regolarmente immatricolato.

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Si torna in Italia e sembra andare tutto per il meglio: questa volta il mezzo riceve il via libera dalla motorizzazione di Roma. Con lo stesso sistema dovrebbero essere nazionalizzati gli altri 11 mezzi, invece no: il ministero blocca tutto e dall’azienda di Como fanno sapere che «alcuni dirigenti del ministero hanno chiamato il Centro prove per dire di fermare tutto». Atac intanto diffida Basco a consegnare i veicoli e a fine maggio revoca il contratto.

Ma in atto ci sono «trattative e una pacifica interlocuzione per ottenere comunque i mezzi di trasporto», sostengono sia Atac che la ditta. Il motivo per cui un mezzo sia passato e altri 11 (uguali) no, per ora è un mistero. Così come rimane inspiegato il perché non ci sia stata un’interlocuzione tra Campidoglio e ministero dei Trasporti rispetto a una questione che a detta di tutti i 5stelle capitolini «ha creato un danno d’immagine non da poco».

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