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Thailandia: il parlamento approva l’uso medico della cannabis

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Il Parlamento thailandese ha approvato ieri un disegno di legge che legalizza l’uso medico della cannabis, rendendo così il Paese il primo del Sud-est asiatico a intraprendere questa strada. Lo riferisce il Bangkok Post. Con 166 voti a favore e solo tre contrari, l’Assemblea nazionale – nominata dalla giunta militare al potere dal 2014 – ha emendato la legge sui narcotici in vigore dal 1979, rendendo legale la produzione, l’importazione, l’esportazione, il possesso e l’uso della marijuana e anche dei prodotti a base di kratom, una pianta locale utilizzata come stimolante. Sarà ora consentito avere con sé narcotici fino ad ora proibiti se in possesso di una prescrizione medica o di un apposito certificato, e per produttori e rivenditori sarà necessaria una specifica licenza. Rimangono invariate le pene – che possono arrivare anche all’ergastolo per i trafficanti – relative agli stupefacenti non a scopo medico.

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La legge lo consente già da diversi anni in stati come l’Argentina, il Cile, il Canada, il Sudafrica. In Europa è consentito l’uso medico della cannabis in nazioni come l’Austria, la Danimarca, la Spagna. In Italia l’uso medico della cannabis è legale sotto prescrizione, così come la coltivazione di cannabis sativa ad uso strettamente tessile e con bassissimo contenuto di thc nei fiori per ottenere la fibra di canapa. Il parlamento thailandese ha anche approvato una legge che consente alle coppie dello stesso sesso di registrarsi come unione civile. Secondo la legge sulla partnership civile della Tailandia, le coppie devono avere almeno 20 anni e una di loro deve essere tailandese per registrarsi in coppia.

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