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La tentazione di Berlusconi

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Silvio Berlusconi pensa di sostituire Angelino Alfano nella coalizione che sorregge il governo Renzi. L’ideona del Cavaliere, così come la racconta Francesco Verderami sul Corriere della Sera, è nata dopo aver certificato il fallimento della cosiddetta Operazione Lassie, ovvero il tentativo di far tornare a casa coloro che hanno lasciato Forza Italia in occasione della battaglia persa di Silvio in parlamento l’anno scorso.
 
LA TENTAZIONE DI BERLUSCONI
La missione, a quanto pare è fallita. Per questo c’è bisogno di un piano B:

Il Cavaliere, si sa, è abile nel toccare le corde giuste, e per ogni interlocutore — da Coluccia D’Alì, da Viceconte a Gentile —ha usato il tasto dei ricordi, il tono struggente dell’amarcord. Peccato che la cordialità (ricambiata)non abbia fatto breccia,per ragioni politiche e interessipersonali. D’altronde quale senso avrebbe avuto — vista l’offerta che veniva avanzata — lasciare Ncd, passare un paio di giorni all’opposizione e poi tornare per una via diversa di nuovo in maggioranza? E in più, con Forza Italia in «overbooking» e la vecchia guardia azzurra minacciata dal ricambio generazionale, chi mai tornerebbe in Parlamento?

Ma, come spesso capita, le ideone del Cavaliere finiscono per andare a cozzare contro la dura realtà. Che è fatta di gente che perlomeno guarda allo stesso modo di Silvio ai propri interessi. In questo caso la mossa del Cavaliere non ha speranza di essere accolta perché dall’altra parte anche Renzi dovrebbe dare il suo assenso. Ma sostituire il presentabile Alfano con l’impresentabile Berlusconi avrebbe un effetto deflagrante sull’elettorato, già non indifferente alla propaganda sul Patto del Nazareno. E perché Renzi, in caso di mancanza di sostegno politico, non dovrebbe chiedere le elezioni invece di sottostare a quello che sembrerebbe a tutti una manovra di Palazzo?
 
…CHE PERÒ AIUTA RENZI
In ogni caso l’effetto di questo tipo di notizie sarà piuttosto chiaro: ricompatterà Ncd nel sostegno a Renzi. Perché in questo momento la scelta di muovere pezzi della maggioranza (o di tentarli all’uscita) aiuta oggettivamente il premier, che a quel punto deve contare su un serrare le fila di Alfano. E se è così, questo significa che l’abbraccio tra i due si farà sempre più stretto. E così il povero Berlusconi rimarrà escluso. Come sempre, negli ultimi anni.
Foto da Flickr