Fact checking

Tutti i complotti sulla telefonata di Renzi a suo padre

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Ieri la pubblicazione da parte del Fatto dell’intercettazione della telefonata tra Matteo e Tiziano Renzi, oggi i complotti. Per alcuni il problema è che Renzi ci ha fatto bella figura. Se il Segretario del PD ed ex-Premier sapeva di essere intercettato – è la tesi – allora quella che abbiamo letto è tutta una messinscena. Ad uso e consumo non tanto dei magistrati, visto che di penalmente rilevante non c’è nulla, ma dei giornalisti che quelle intercettazioni le ottengono e le pubblicano.

Libero e la “recita” di Matteo Renzi

Del resto è stato lo stesso Renzi a scrivere su Facebook che “politicamente parlando le intercettazioni pubblicate mi fanno un regalo”. Perché quello che emerge è che Renzi è stato “molto duro” con suo padre incalzandolo e invitandolo a dire “tutta la verità” ai magistrati. Ma secondo Franco Bechis su Libero la verità è un’altra. Perché Renzi aveva appena letto sui giornali che il telefono di suo padre era intercettato nell’ambito delle indagini su CONSIP.

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Fonte: Libero del 17/05/2017

Per Bechis quindi quella che abbiamo letto è una recita: Renzi sapendo di essere intercettato non stava parlando solo a suo padre ma ad un pubblico più ampio. Gli uomini delle forze dell’ordine, certo, ma anche eventuali giornalisti che prima o poi sarebbero riusciti a mettere le mani sulle trascrizioni. Per Bechis Renzi è così astuto e machiavellico che addirittura la frase colorita sulla “questione della Madonnina e del giro di merda di Firenze per Medjugorje” è frutto di calcolo. Per Libero si tratta di una “strizzatina d’occhio a Papa Francesco” visto che pochi giorni prima il vescovo di Mostar aveva bollato come una truffa il business delle apparizioni mariane nella cittadina bosniaca. Una mossa rischiosa, soprattutto per un politico cattolico come Renzi. Medjugorje è meta di milioni di pellegrini e moltissimi sono italiani. Davvero Renzi ha volutamente insultato quei fedeli per un mero calcolo?

È tutto un inganno di Renzi!1

Ma quanto è profondo l’inganno del Segretario PD? Se Renzi sapeva di essere intercettato, sapeva anche che prima o poi quelle intercettazioni sarebbero state pubblicate. A quel punto allora si può ragionevolmente supporre che Renzi abbia immaginato che i suoi avversari avrebbero subito detto che era una farsa. Quindi avrebbe potuto dire una cosa vera ben sapendo che tutti avrebbero pensato che stava recitando. Così non se ne esce.

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Fonte: Il Giornale del 17/05/2017

Eppure sono in molto a credere che Renzi abbia recitato una parte. Non è chiaro se anche il padre faccia parte della recita oppure se sia stato solo Matteo ad organizzare la messinscena.
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Non è nemmeno chiaro per quale motivo Renzi abbia dovuto recitare, visto che il suo piano è stato puntualmente scoperto da tutti.
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Di diversa opinione è Marco Travaglio, che sul Fatto Quotidiano di oggi non sembra credere alla storia della messinscena e anzi incalza Renzi sul contenuto di quella telefonata come se fosse vera.

Renzi mente anche quando recita?

Ma lo è? Renzi stava recitando o no? Su questo punto il Fatto Quotidiano e Libero la pensano diversamente. Per Bechis se Renzi non avesse voluto far sapere di quella conversazione avrebbe chiamato utilizzando WhatsApp. Marco Lillo ieri sul Fatto anche se Renzi sa di essere intercettato e dice cose “da manuale di educazione civica” il suo risentimento nei confronti del padre è reale. Secondo Bechis Renzi ha architettato tutto per far credere che Luca Lotti (anche lui nell’inchiesta CONSIP) sia vittima delle bugie paterne mentre oggi la questione del ministro dello Sport è la prima delle tre domande che il Fatto fa a Renzi.
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E se invece Renzi avesse architettato tutto per poter screditare i giornali che pubblicano le intercettazioni e attaccare le Procure dalle quali escono? In questo caso allora l’ex Presidente del Consiglio sarebbe davvero diabolico.