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"Bambini", la scritta a caratteri cubitali che segnalava la presenza di minori rifugiati nel teatro di Mariupol

@neXt quotidiano|

Teatro di Mariupol

Era scritto a caratteri cubitali, tanto da apparire anche nelle immagini immortalate dai satelliti. Ma le bombe sono piovute lo stesso sul Teatro di Mariupol e da ore si scava tra le macerie per cercare di trovare sopravvissuti e fare una tragica conta dei morti. Perché da giorni, da quando è iniziata la guerra in Ucraina, quel luogo aveva perso la sua funzione di centro di aggregazione culturale per gli spettacoli drammatici, diventando un rifugio per tutte quelle famiglie che avevano perso la loro casa per colpa dei missili. Ma il dramma si è consumato lo stesso, seguendo lo straziante spartito della guerra.

Teatro di Mariupol, la scritta che segnalava la presenza di bambini

Le immagini sono state scattate dal satellite di Maxar che da giorni mostra il confronto tra le città ucraine prima e dopo i bombardamenti. E il teatro di Mariupol, così come mostrato da quelle foto che risalgono ai giorni precedenti all’attacco missilistico, sono il preludio della distruzione arrivata mercoledì pomeriggio. E lì fuori, sull’asfalto del cortile che accompagna la struttura sui due lati principali, campeggiava quell’enorme scritta (che abbiamo già incontrato in diverse occasioni, sui fogli di carta appesi ai finestrini delle auto dei cittadini in fuga per scongiurare di essere attaccati) che segnalava la presenza di bambini.

Ma questo non ha fermato l’attacco. E ora si cerca di fare la conta delle vittime di questo ennesimo bombardamento nei confronti di un luogo che, senza alcun dubbio, non può essere etichettato come obiettivo militare. Ovviamente i russi raccontano due versioni differenti e cha fanno a cazzotti tra loro: prima hanno detto che lì dentro non vi erano civili, ma militari ucraini; poi hanno cambiato questa narrazione sostenendo che il bombardamento sia stato condotto dalle milizie neo-naziste ucraine. Storie che non collimano con la realtà dei fatti.

(foto: da satelliti Maxar)