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Il tassista nega all'ex campionessa Silvia Salis il pagamento col Pos: "È finita la pacchia delle banche"

Asia Buconi|

silvia salis

Che molti tassisti non abbiano un buon rapporto coi pagamenti elettronici è cosa nota. Tra i numerosi episodi che certificano questa “relazione complicata”, si è aggiunta ieri pure la testimonianza di Silvia Salis, ex campionessa di atletica e attuale vicepresidente del Coni. L’incoveniente che l’ha vista protagonista ha avuto luogo a Genova ed è stato raccontato da Salis all’interno di una storia pubblicata sui suoi social, che ha fatto immediatamente il giro del web.

silvia salis pos

Il tassista nega a Silvia Salis il pagamento col bancomat

“È finita la pacchia delle banche”, questa la risposta che il tassista genovese ha dato all’ex campionessa di atletica Silvia Salis quando quest’ultima gli ha chiesto di saldare con il bancomat il conto della corsa, pari a 32 euro. Una richiesta, quella della vicepresidente del Coni, più che legittima visto pure il Pos regolarmente installato e funzionante sulla vettura, ma che però ha scatenato la rabbiosa reazione del tassista.

All’interno della storia su Instagram di Silvia Salis, rilanciata pure dalla giornalista Selvaggia Lucarelli, si legge: “Ho chiesto di pagare con la carta e lui mi ha risposto di no, che ora non è più obbligato e che gli servono i contanti. Di fronte alle mie obiezioni, ha poi iniziato ad urlare con arroganza, che lui ora può fare finalmente come vuole”.

L’arroganza del tassista (e chissà di quanti altri) deriva certamente dalla discussissima possibilità, ora al vaglio del Governo Meloni, di fissare a 60 euro la soglia oltre la quale diventa obbligatorio accettare pagamenti col Pos. Il problema, stando ai dati dell’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano riportati da Repubblica, è che in Italia 8 transizioni elettroniche su 10 sono inferiori ai 60 euro imposti dall’esecutivo. Tanto che la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni non ha escluso un passo indietro sulla questione e ha chiarito: “La soglia dei 60 euro è indicativa, può essere anche più bassa. C’è una interlocuzione in corso con l’Europa”.