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Il Tar accoglie il ricorso di un aspirante allievo della Polizia del concorso 1148

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La prima sezione del Tar del Lazio ha accolto l’istanza cautelare presentata da un aspirante allievo agente della Polizia di Stato che aveva presentato ricorso contro lo scorrimento del concorso 1148. Il ricorrente potrà così assere ammesso a continuare il concorso per Allievi della Polizia fino a che il Tar non si pronuncerà nel merito della questione. Si tratta di un passo importante per tutti coloro che si sono visti escludere dal proseguimento del concorso in virtù di una decisione del Ministro Salvini.

Cosa ha deciso il Tar del Lazio

Il ricorrente è infatti uno dei cosiddetti “over”, vale a dire gli aspiranti allievi che alla data del 1 gennaio 2019 avevano compiuto i 26 anni di età e che si sono visti escludere dal concorso per aspiranti allievi. A gennaio 2019 il ministro dell’Interno ha cambiato i requisiti per l’accesso al bando pubblico per la selezione di 1148 Allievi agenti della Polizia di Stato. Si tratta di un concorso pubblico del 2017, il primo per la selezione di agenti di Polizia dal 1996, anno in cui si era tenuto l’ultimo concorso. Salvini ha emanato un decreto che ha escluso tutti gli over 26 (diventato legge  con l’approvazione del Decreto Semplificazioni n. 12/2019). Con i requisiti del bando del 2017 era invece  sufficiente avere trent’anni non compiuti.

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Una decisione che ha tagliato fuori moltissimi “over 26” che pur avendo superato brillantemente le prime prove di selezione (la prova scritta) si sono visti scavalcare in graduatoria da chi magari aveva come merito solo quello di non aver ancora compiuto 26 anni. Secondo Salvini il cambiamento si è reso necessario per “abbassare l’età media” della Polizia. ma a conti fatti la decisione di cambiare le procedure d’accesso al concorso abbassa l’età media del corpo di appena due mesi rispetto a quanto accadrebbe se potessero accedere anche gli under 30.

Come il Tar potrebbe mettere nei guai Salvini

La decisione del Tar del Lazio non è “storica” ma è stata accolta positivamente da tutti gli aspiranti allievi esclusi dal decreto emanato da Salvini. Da un lato c’è la speranza che anche i ricorsi collettivi presentati in questi mesi possano essere accolti e anche per gli altri ricorrenti possa essere almeno data esecuzione al decreto cautelare che sospende il decreto impugnato «nella parte in cui subordina l’immissione in ruolo mediante lo scorrimento della graduatoria al possesso del nuovo requisito del limite di età a 26 anni».

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I tempi infatti sono stretti. L’8 maggio è infatti previsto l’inizio delle prove di idoneità fisica e il Decreto attuativo del Capo della Polizia prevede che entro la data del 2 agosto dovranno essere ultimate le procedure finalizzate all’assunzione. Ad oggi gli aspiranti allievi esclusi per ragioni anagrafiche sono circa tremila. Tremila futuri agenti di Polizia che non potranno esserlo perché il ministro che vuole dare “più sicurezza” agli italiani ha deciso che sono troppo vecchi.

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