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Il TAR del Lazio sospende il decreto sicurezza e fa sbarcare i naufraghi di Open Arms

Salvini annuncia ricorso urgente al Consiglio di Stato. Ma gli argomenti del Capitano dovranno cozzare contro la realtà un’altra volta

salvini tar del lazio decreto sicurezza

La nave Open Arms, da 13 giorni ferma nel Mediterraneo con 147 migranti, è diretta verso Lampedusa. A sbloccare la situazione e’ stato il Tar del Lazio che ha accolto il ricorso della Ong spagnola e disposto la sospensione del divieto di ingresso in acque territoriali italiane per permettere il soccorso delle persone a bordo, rilevando una situazione di “eccezionale gravità ed urgenza, tale da giustificare la concessione della richiesta tutela cautelare monocratica, al fine di consentire l’ingresso della nave Open Arms in acque territoriali italiane”.

Il TAR del Lazio sospende il decreto sicurezza e fa sbarcare i naufraghi di Open Arms

Matteo Salvini non la prende benissimo e annuncia ricorso urgente al Consiglio di Stato e la firma di un nuovo provvedimento di interdizione sostenendo che “Open Arms si è trattenuta in acque Sar libiche e maltesi, ha anticipato altre operazioni di soccorso e ha fatto sistematica raccolta di persone con l’obiettivo politico di portarle in Italia”. Il Tar si è pronunciato a seguito del ricorso del 13 agosto “con il quale – ha ricordato la Ong – facevamo presente la violazione delle norme di diritto Internazionale del mare in materia di soccorso, presenti all’interno del decreto Sicurezza bis“. Poco prima, da Genova, il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, aveva ribadito la sua intenzione di mantenere i porti italiani chiusi, rispondendo al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, che gli aveva scritto una lettera per consentire gli sbarchi.

“Alla luce della documentazione prodotta (medical report e relazione psicologica” e “della prospettata situazione di eccezionale gravità ed urgenza” si giustifica “la concessione della richiesta” per “consentire l’ingresso della nave Open Arms in acque territoriali italiane e quindi di prestare l’immediata assistenza alle persone soccorse maggiormente bisognevoli”, scrive il TAR nella sentenza. Sostenendo però anche che “il ricorso in esame non appare del tutto sfornito di fondamento giuridico in relazione al dedotto vizio di eccesso di potere per travisamento dei fatti e di violazione delle norme di diritto internazionale del mare in materia di soccorso”. Il Tar rileva che “la stessa amministrazione intimata (ovvero il Ministero dell’Interno) riconosce, nelle premesse del provvedimento impugnato, che il natante soccorso da Open Arms in area SAR libica – quanto meno per l’ingente numero di persone a bordo – era in “distress“, cioè in situazione di evidente difficoltà” e “per cui appare, altresì, contraddittoria la conseguente valutazione effettuata nel medesimo provvedimento, dell’esistenza, nella specie, della peculiare ipotesi di “passaggio non inoffensivo”.

Ma Salvini annuncia ricorso

Il Viminale però annuncia ricorso. Il ministro dell’Interno Matteo Salvini è pronto a firmare un nuovo provvedimento di divieto ingresso nelle acque territoriali italiane: la motivazione è che ai fatti citati nel provvedimento sub judice se ne sono aggiunti altri. Per giorni, “Open Arms si è infatti trattenuta in acque sar libiche e maltesi, ha anticipato altre operazioni di soccorso e ha fatto sistematica raccolta di persone con l’obiettivo politico di portarle in Italia“, sostiene il Viminale. Si tratta di un’evidente sciocchezza giuridica di primo piano che torna alla tesi delle ONG come “taxi del mare” che è stata archiviata in ogni tribunale italiano. Poveri giudici del Consiglio di Stato.

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Intanto però due navi della Marina Militare stanno scortando a distanza verso le acque territoriali italiane la Open Arms, che attualmente naviga a tre nodi in direzione di Lampedusa. Lo si apprende da fonti della Difesa secondo le quali già dalla serata di ieri il ministro Elisabetta Trenta sta seguendo la vicenda. Dopo aver preso contatti con il Tribunale dei minori di Palermo ed essersi accertata delle condizioni dei 32 minori a bordo, il ministro nella giornata di ieri ha dato mandato al capo di stato maggiore dalla Difesa Vecciarelli di far avvicinare le due navi della Marina in modo da essere pronti ad un eventuale trasferimento. Il ministro è stato inoltre in contatto con le altre autorità di governo competenti per poter arrivare allo sbarco dei 32 miniori che si trovano in mare da 13 giorni.

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