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TAP, il Tar del Lazio respinge il ricorso sull'espianto degli ulivi

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Il Tribunale amministrativo regionale del Lazio ha respinto il ricorso della Regione Puglia per ottenere l’annullamento delle note del Ministero dell’Ambiente che autorizzava il Tap all’espianto degli ulivi nell’area del cantiere per il gasdotto. Nei giorni scorsi il Tar aveva sospeso l’efficacia della nota, ma ora ha respinto il ricorso.

TAP, il Tar del Lazio respinge il ricorso sull’espianto degli ulivi

Il 6 aprile il presidente del Tar del Lazio con un decreto urgente aveva accolto, in prima battuta, l’istanza della Regione Puglia e aveva sospeso gli atti ministeriali con cui veniva dichiarata pienamente ottemperata la prescrizione A.44 della Via, la Valutazione di impatto ambientale legata ai lavori per il gasdotto nell’area di Melendugno, in Salento. Questa prescrizione è riferita alla cosiddetta fase 0 dei lavori e autorizza Tap, il consorzio a cui fa capo la realizzazione del gasdotto, a espiantare gli ulivi nell’area del cantiere. Ieri il Tar ha riesaminato l’intera questione nel merito, in camera di consiglio, e ha deciso di respingere il ricorso.

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Il tracciato del TAP in Puglia fino a Melendugno

Il TAR ha spiegato che il Tap è un’opera “dichiarata infrastruttura strategica, di preminente interesse per lo Stato”. Quindi, è il Ministero dell’Ambiente il “titolare di una facoltà di controllo, in ordine al rispetto di quanto previsto nel decreto Via” sulla valutazione di impatto ambientale. In questo modo si dà di fatto il via libera alla ripresa dell’espianto degli ulivi nell’area di Melendugno. “La verifica finale di ottemperanza alle prescrizioni contenute” nel decreto ministeriale del 2014 che ha “definito positivamente la valutazione di impatto ambientale” compete al Ministero dell’Ambiente, si legge infatti nella sentenza, da poco visibile sul sito della giustizia amministrativa. E sebbene la Regione Puglia sia indicata nel decreto “come Ente vigilante, non può escludersi che il Ministero dell’Ambiente, della tutela del territorio e del Mare – riporta l’atto – rimanga titolare di una facoltà di controllo, in ordine al rispetto di quanto previsto nel decreto Via”.

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L’espianto può riprendere

“Il ministero dell’Ambiente è titolare della facoltà di controllo in ordine al rispetto delle prescrizioni previste nella Valutazione di impatto ambientale rilasciata per la realizzazione del gasdotto Tap”, si scrive in uno dei passaggi cardine della sentenza con cui la Terza sezione del Tar Lazio ha respinto il ricorso della Regione Puglia, che chiedeva di bloccare i lavori di espianto degli ulivi dal cantiere di Melendugno. Èstata rigettata la tesi secondo cui il ministero dell’Ambiente avrebbe autorizzato l’espianto, appropriandosi di facoltà di esclusiva pertinenza della Regione, che si e’ detta unico ente titolare della facolta’ di dichiarare ottemperata la prescrizione A44. “La Regione Puglia – e’ scritto nella sentenza – è solo ente vigilante e ha comunque rimesso, in alcune sue note, la valutazione finale in ordine alla prescrizione A44 al ministero”.

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Il tracciato di TAP

I giudici amministrativi hanno inoltre evidenziato come di recente “due articolazioni della stessa Regione Puglia (il Servizio fitosanitario e la Sezione provinciale del Dipartimento agricoltura) hanno concesso a Tap l’autorizzazione all’espianto di 211 piante di ulivo”. La multinazionale, nella memoria con cui si era costituita in giudizio, aveva sottolineato l’assenza del “periculum in mora” paventato dalla Regione, precisando che “ad oggi le attività di espianto degli ulivi sono quasi concluse”. Nel cantiere di Melendugno restano 12 ulivi già “zollati” ovvero staccati con tutte le radici dall’area in cui sono cresciuti, “che sono in una situazione precaria e ncessitano di una messa in sicurezza, sia per evitare il rischio di caduta in caso di vento, sia per garantirne la migliore conservazione in salute”. Altri 31 alberi sono gia’ espiantati e sistemati in vasi rimasti nel cantiere, mentre 12, sempre sistemati in vasi, si trovano in un deposito a Melendugno. Dal 17 marzo al 6 aprile – data in cui il Tar Lazio ha sospeso i lavori con decreto d’urgenza – erano stati spostati al sito di stoccaggio 157 ulivi.

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