Economia

Taglio IRAP: tre posti di lavoro al prezzo di due?

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La Stampa pubblica oggi una tabella sul taglio dell’Irap promesso dal governo Renzi e sull’effetto che farebbe sul costo del lavoro per le imprese. Spiega l’articolo che per le casse dello Stato significa che mentre prima l’Irap rendeva fino a 34 miliardi di euro, ora scenderà a 26-27. Il contributo è deducibile sia dall’Ires che dall’Irap, e in media, secondo la Cgia di Mestre, si risparmierà al mese 572 euro per ogni dipendente.

Calcolando un contratto full time a tempo indeterminato,con uno stipendio lordo di 24-25mila euro lordo all’anno (1300 netti/mese) la Fondazione dei consulenti del lavoro parla di 8800 euro in meno da pagare per ogni dipendente. «Un’impresa con 30 dipendenti arriveràa risparmiare quasi 270mila euro all’anno – spiega il presidente della Fondazione Rosario De Luca -. E con 50 il risparmiosarebbe quasi di 450mila».

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Tanto che, secondo La Stampa, il contributo annuo risparmiato potrebbe far rendere conveniente alle imprese assumere tre dipendenti al posto di due:

Risparmiare quasi novemila euro su una busta paga che al lordone costa 22mila: ecco cosa vuol dire, tradotto in cifre,l’annunciato azzeramento dei contributi per i neoassunti. Un impresa che abbia programmato – poniamo- due assunzioni ne potrà fare, con gli stessi soldi, tre. Almeno, sempre stando all’annuncio dato dal premier Matteo Renzi, nei primi tre anni di lavoro dei nuovi arrivati. Il taglio complessivo del costo del lavoro arriverebbe al 35%. Cifre che lasciano prevedere un grande successo per il contratto a tutele crescenti che il governo si prepara a far diventare legge con il Jobs Act. Certo, al momento degli annunci seguirà per forza di cose la fase della calibratura: probabile che l’azzeramento vero e proprio,fatti i conti, sia possibile solo per alcune fasce di reddito.Altre potrebbero avere sconti meno consistenti, ma la base è quella di un intervento davvero incisivo. Resta da capire se i numeri reggeranno alla prova della calibratura. (Marco Sodano, La Stampa, 15 ottobre 2014)