Opinioni

Il taglio alle auto blu del M5S e quello di Marino (tra bufale e realtà)

Oggi dev’essere la giornata degli annunci. S’ode a destra uno squillo di Virginia Raggi che annuncia l’assunzione delle maestre grazie al decreto del governo senza nominarlo su Facebook. S’ode allora a sinistra uno squillo di Marcello De Vito che annuncia il taglio delle auto blu e di altri costi della politica. De Vito, con una certa eleganza che è impossibile non riconoscergli, segnala «l’eliminazione delle auto blu a disposizione dell’Ufficio di Presidenza (5 di cui 3 a disposizione di consiglieri M5S, 2 di opposizione)», ovvero quelle che sono di competenza del presidente del consiglio comunale (è lui). Ha annunciato che saranno eliminate anche quelle a disposizione dei presidenti di gruppi e segnalato altro:

E’ stato inoltre deciso di eliminare i permessi ZTL con diritto di sosta (Euro 2040 x 48) e di utilizzare processi di centralizzazione degli acquisti da parte dei gruppi, con forti risparmi di spesa sui loro fondi.
Le auto blu inutilizzate saranno reimpiegate per finalità sociali.
I consiglieri avranno diritto alla tessera per autobus e metro, per incentivare e dare un segnale sull’importanza dell’utilizzo dei mezzi pubblici a scapito di quelli privati. Personalmente mi reco in Campidoglio con il 60.

marcello de vito auto blu
Lo status di Marcello De Vito su Facebook (26 luglio 2016)

Il taglio alle auto blu del M5S

Un segnale su tagli alle spese e ai privilegi è prima di tutto una buona mossa per chi arriva su uno scranno avendo sostenuto che rappresenta il nuovo. Casualmente, un taglio delle auto blu venne anche annunciato da Ignazio Marino all’inizio di luglio 2013: “Nella prima riunione di giunta- le sue parole – abbiamo deciso l’eliminazione delle auto blu, che potranno essere utilizzate solo per incontri istituzionali. Da domani assessori, presidenti e tutte le persone per cui erano previste si recheranno al lavoro con la propria auto, con il bus o come meglio vorranno”. La clausola degli incontri istituzionali comportò all’epoca qualche ironia. Vennero vendute anche tre auto in dotazione all’ex sindaco Gianni Alemanno: una Lancia Thesis, una Lancia Kappa e una Alfa Romeo 166 mentre il totale delle auto blu passò da 322 a 249. Sempre a onor del vero, c’è da ricordare che questo impulso, operativo a settembre, veniva da un obbligo da ottemperare deciso dal governo Monti:

Il provvedimento, che applica la normativa in materia di spendig review, prevede in primo luogo l’eliminazione del 23% del parco auto: quasi una vettura su quattro, 249 auto invece di 322. Il taglio riguarda in particolare 26 auto a noleggio (che passano alla Polizia Locale) e 47 di proprietà.

A febbraio, fece notare l’allora consigliere M5S Daniele Frongia, una riunione in commissione (e quindi dei consiglieri che allora rappresentavano i partiti) che doveva esaminare un altro taglio andò deserta, ad eccezione delle presenze del M5S, della Lista Marchini o di SEL. Mancavano il Partito Democratico e il centrodestra tutto. Ma a un anno dal primo annuncio la Giunta varò un nuovo taglio alle auto blu che passavano, secondo il racconto del sindaco, da 322 a 144 con un taglio dei costi pari al 70%, sempre secondo quanto diceva il primo cittadino. Di cui, ad essere notare, bisogna anche ricordare le spese non minime per i suoi collaboratori. Ma rimane che il taglio alle auto blu, che oggi è la prima mossa del presidente del Consiglio comunale, fu anche la prima mossa della giunta di Ignazio Marino. Anche all’epoca il PD gli andò contro insieme al centrodestra, disertando la riunione che doveva sancire ulteriori tagli. Non è logico paragonare quanto fatto da De Vito con quanto fatto da Marino perché ricoprivano due cariche diverse.
auto blu m5s

Le auto blu dei consiglieri?

Fa invece molto ridere che del provvedimento e delle sue dimensioni minime – che abbiamo descritto prima – parli chi ne ha capito poco Alessandro Gassman ad esempio della storia ha capito che “I consiglieri comunali di Roma senza auto blu e con bus e metro… Ottima notizia! #stamotuttisullastessabarca”, e poi, rispondendo a un utente, si dice “non grillino”. Come abbiamo spiegato per i consiglieri è stata eliminato l’accesso alla Ztl, e infatti c’è chi gli replica già su Twitter. “@GassmanGassmann carissimo prima di parlare bisognerebbe informarsi. Va bene seguire le mode, ma i consiglieri comunali non hanno mai avuto l’auto blu“, gli fa notare subito il consigliere dem in Campidoglio, Marco Palumbo. Subito assistito da due ex colleghi: “Sono stata consigliera comunale. Mai avuta #autoblu. Come me, i miei colleghi consiglieri”, aggiunge Giulia Tempesta, ex vicecapogruppo capitolino del Pd e prima dei democratici non eletti alle ultime amministrative. “@GassmanGassmann sei persona perbene per diffondere demagogia. Ti chiedo di rettificare: consiglieri MAI hanno avuto auto blu ma accesso Ztl”, rincara Fabrizio Panecaldo, ex capogruppo dem e coordinatore della maggioranza. Spiegando: “Se è giusto togliere auto blu a capigruppo è demagogico togliere Ztl a consiglieri. Con rimborso taxi esploderanno costi”. Alla fine Gassman rettifica, mentre la senatrice Barbara Lezzi ancora non ha corretto in alcun modo, presa dalla foga di fare polemica politica con i provvedimenti del governo Renzi (è un chiodo fisso).
auto blu ztl
Edit: oggi Marcello De Vito sui taxi precisa:
marcello de vito auto blu 1

Alessandro D'Amato

Il direttore di neXt Quotidiano