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Superlega, le scuse di Paolo Maldini ai tifosi del Milan e a tutti gli appassionati

Le parole a Sky della bandiera rossonera dividono in due l’opinione pubblica tra chi apprezza la sua sincerità e umiltà e chi non crede che un dirigente del suo livello potesse essere all’oscuro di un progetto così importante

C’è un uomo che si è distinto  in questa brutta storia della Superlega, il progetto di campionato dei ricchi riservato ai superclub d’Europa nato e abortito nel giro di due giorni, tra le proteste di più o meno il resto dell’intero globo terracqueo. E quell’uomo si chiama Paolo Maldini, bandiera – e attuale dirigente – del Milan, una delle tre società italiane (insieme a Inter e Juventus) che avrebbe dovuto farne parte. In una lunga intervista a Sky, durante il pre-partita con il Sassuolo, l’ex capitano rossonero ha confessato di aver conosciuto le intenzioni del suo stesso club solo domenica sera, esattamente come tutti. “Ma questo – ha spiegato – non mi impedisce di chiedere scusa ai tifosi del Milan”.

Già, quelle cinque letterine magiche che fino a questo momento in pochi – se non nessuno – è riuscito a pronunciare. C’è riuscito lui, e non è poco, dividendo in due l’opinione pubblica tra chi ha apprezzato l’umiltà di Maldini e chi invece non crede totalmente nella sua sincerità, ritenendo impossibile che un dirigente di quel livello non fosse a conoscenza di un progetto di questo livello e di questa portata. Non lo sapremo mai con certezza, quel che restano sono le parole del dirigente dell’aria sportiva del Milan, che comunque meritano di essere ascoltate in quanto una rarità in un mondo, quello del calcio, dove nessuno o quasi rende mai conto delle proprie azioni:

“Non sono mai stato involto nelle discussioni legate alla Superlega, ho saputo la notizia solo domenica, come tutti voi, attraverso i comunicati congiunti che sono stati pubblicati. E’ una cosa che si è decisa a livello più alto rispetto a quello che è il mio ruolo. In ogni caso, questa premessa sinceramente non mi esenta dall’assumermi la responsabilità di scusarmi con i tifosi del Milan, ma non solo, che si sono sentiti traditi dai principi fondamentali dello sport che noi abbiamo sempre rispettato” ha detto Maldini.

E ancora:

“E’ normale che nel 2021 un dirigente di una grande squadra non possa non sapere che i ricavi e la sostenibilità siano concetti importanti, ma se possiamo ricavare un insegnamento da questa vicenda è quella di aver capito fino a dove ci possiamo spingere. Sicuramente non cambiare i principi dello sport che sono fatti di meritocrazia e di sogni che devono essere garantiti a tutti” ha concluso l’ex capitano del Milan.