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La studentessa transessuale ripresa dal professore per aver indossato un top in classe

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Nel liceo artistico Caravaggio di via Odescalchi a Roma una studentessa transessuale sarebbe stata fatta uscire dalla classe per via del suo abbigliamento. Secondo quanto denunciato da Opposizione studentesca d’alternativa (Osa), “indossava un top”. “È avvenuto l’ennesimo ignobile atto discriminatorio all’interno di un istituto romano ai danni di una nostra compagna del liceo artistico Caravaggio”, hanno scritto gli studenti in un comunicato su Instagram. “Infatti una nostra compagna – si legge – dopo essere stata accusata da una professoressa di essersi vestita in maniera troppo ‘provocante’ è stata allontana dalla classe impedendole di fatto di seguire la lezione, negandole di fatto il diritto allo studio, venendo inoltre rimproverata di fronte a tutta la sua classe”.

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La studentessa transessuale ripresa dal professore per aver indossato un top in classe

Secondo quanto ricostruito dall’organizzazione studentesca la ragazza, 17enne, sarebbe stata accompagnata in presidenza dalla professoressa, che si sarebbe rivolta a lei dicendole “Sei nuda”, accusandola di essere vestita in modo inadeguato per l’ambiente scolastico. “Rifiutiamo categoricamente un atteggiamento, frutto di un sistema sociale che di natura si basa sulle discriminazioni e nega i diritti. Esprimiamo solidarietà e una promessa di lotta a tutte le studentesse e gli studenti che hanno subito queste discriminazioni”, fanno sapere gli studenti, che sempre più spesso fanno sentire la propria voce contro il dress code implicito nelle scuole.

Il precedente della protesta al liceo Righi di Roma

Basti pensare a quanto accaduto lo scorso 15 febbraio al liceo Righi di Roma, con la vibrante protesta degli studenti nei confronti di una professoressa che rivolgendosi a una studentessa che aveva l’ombelico scoperto aveva detto: “Ma che stai sulla Salaria?”. “Dopo avermi vista mi ha dato della prostituta – raccontò la giovane – umiliandomi davanti ai miei compagni, parlando della mercificazione del corpo e minacciandomi di mettermi una nota e di farmi sospendere perché non stavo rispettando il dress-code della scuola”. Il caso alla fine è arrivato alla Regione Lazio, dove si è svolta un’audizione alla presenza delle consigliere Marta Bonafoni ed Eleonora Mattia.