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Striscia la Notizia e i servizi contro i centri Dermes

La Stampa racconta oggi la curiosa vicenda di Dermes Italia, azienda torinese in liquidazione:  i centri tricologici davano lavoro a una settantina di persone, per la maggior parte laureate in scienze biologiche, e fatturavano milioni di euro. Dopo il bombardamento dei servizi televisivi, in cui si metteva in dubbio l’efficacia dei trattamenti della società, la clientela è scomparsa, a vantaggio di altri centri.

Adesso la società Dermes Italia è in liquidazione e la procura di Torino sta per chiudere un’indagine per truffa contro un pool di concorrenti che avrebbe ordito o «sfruttato la campagna mediatica» per demolire la rete di negozi fondata da Vito Antonio Russo, utilizzando ad arte gli inviati di Striscia o «fornendo loro documenti riservati».

È la storia di una stangata sofisticata, cavalcando l’audience della corazzata Mediaset, per mettere le mani su un fiorente business. Quattro gli indagati. Tre per truffa, tra cui anche un fasullo 007 che ha intascato soldi convincendo il titolare della Dermes di poter «bloccare» i servizi televisivi. Indagata per l’ipotesi di violenza privata, per la sua veemente intrusione in uno dei centri tricologici della società, Rajae Bezzaz, inviata di Striscia.

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La campagna mediatica contro il gruppo Dermes inizia nel febbraio 2017. Il titolare Vito Antonio Russo si è mosso e ha scoperto cose incredibili:

Russo, dopo mesi di attacchi, in preda alla disperazione, ha chiesto aiuto ad un investigatore privato e a un consulente informatico. Il primo ha svelato gli incontri e gli intrighi dei tre «avversari»; il secondo ha scoperto una serie di intrusioni abusive nella rete di posta elettronica della Dermes, da cui sono stati ricavati i documenti riservati consegnati a Striscia. Le loro scoperte hanno dato corpo alla denunce.

Ma il pezzo forte di questo «complotto» commerciale è il ruolo del falso 007, presentato da Zulian a Russo. Incontri furtivi e sguardi guardinghi. In un’occasione lo 007, per apparire più credibile, ha incontrato il fondatore della Dermes a Roma, nel caffè Morganti, di fronte al Viminale, frequentato dai funzionari del Ministero. Pochi giorni dopo, a Torino, ha incassato 30 mila euro. Ma gli attacchi di Striscia sono continuati.

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