Economia

Tre miliardi per salvare le banche italiane

Sono venticinque le grandi banche dell’eurozona che hanno fallito il Comprehensive Assessment, ovvero gli stress test della Banca Centrale Europea che servivano a determinarne la solidità finanziaria. Alcuni istituti di credito di Cipro, Grecia, Portogallo, Italia, Slovenia, Irlanda, Austria, Belgio, Germania e Francia hanno mancato gli obiettivi fissati dalla BCE : il deficit di capitale totale dei 25 istituti di credito è pari a 25 miliardi di euro alla fine dello scorso anno.


STRESS TEST: LE BANCHE BOCCIATE
La BCE ha anche deciso che molti istituti erano stati troppo generosi nella definizione della bontà di alcuni crediti, e ha identificato altri 136 miliardi di crediti di dubbia qualità che dovranno essere messi a bilancio. Delle 25 banche messe sotto la lente della BCE, 13 non hanno coperto in parte o del tutto le perdite nel periodo che va da gennaio a settembre; di queste, quattro sono italiane, due greche e slovene, le altre sono cipriote, portoghesi, austriache, belghe o irlandesi. La valutazione globale della BCE implicava una revisione della qualità dell’attivo e due prove di stress test: tra questi, il più severo ha ridotto il patrimonio di base degli istituti sloveni del 15%, mentre le banche italiane sono state intaccate per 35,5 miliardi di euro.
i risultati dei test della BCE per le banche italiane (Fonte: Banca d'Italia)
i risultati dei test della BCE per le banche italiane (Fonte: Banca d’Italia)

La revisione della qualità dell’attivo ha sancito che i valori patrimoniali debbono essere abbassati di una cifra che va dai 37 ai 48 miliardi di euro, ma senza portare ad alcun deficit di capitale. Di questi 48, 12 sono da imputare agli istituti di credito italiani, mentre quelle greche dovranno abbassare i valori patrimoniali di 7,6 miliardi e le tedesche di 6,7 miliardi.  di € 48 miliardi – € 37 miliardi, di cui non ha portato ad un deficit di capitale.
 
LA BANCA D’ITALIA E I CASI CARIGE E MPS
La Banca d’Italia ha pubblicato una versione leggermente diversa dei dati BCE, segnalando che solo due banche italiane hanno carenze dopo gli aumenti di capitale 2014: Monte dei Paschi di Siena e Carige. Considerando che la BCE ha considerato anche la Banca Popolare di Milano e la Banca Popolare di Vicenza tra i cattivi, evidentemente via Nazionale ha giudicato congruenti gli aumenti di capitale degli azionisti nel 2014.
stress test, gli scenari
I due scenari dello stress test della BCE per le banche italiane ed europee

La Banca d’Italia ha spiegato quali sono i problemi delle due banche italiane sotto la lente: «Per Banca Monte dei Paschi di Siena l’esigenza di capitale finale necessaria per fronteggiare gli eventi sfavorevoli ipotizzati nello scenario avverso dello stress testè pari a 2.111 milioni. Il gruppo è sottoposto da novembre 2013 a un piano di ristrutturazione della Commissione europea; il piano è stato avviato dal nuovo gruppo dirigente insediatosi a seguito del ricambio dei vertici aziendali conseguente agli interventi della Banca d’Italia del 2011-2012. Sotto la guida dei nuovi vertici sono stati conseguiti importanti risultati, in particolare sul piano della razionalizzazione organizzativa e dell’abbattimento dei costi. Il risultato delC omprehensive Assessment riflette il forte impatto dello scenario avverso dello stress test, che non ha considerato le ipotesi previste nel piano di ristrutturazione approvato dalla Commissione europea. Il fabbisogno di capitale rilevato è in parte determinato dall’ipotesi di restituzione entro l’orizzonte dello stress test della parte residua degli aiuti di Stato di cui la banca ancora beneficia in linea con l’impegno preso con la Commissione europea. Non tenendo conto di tale impegno, la carenza di capitale risulta pari a circa 1.350 milioni. La banca sottoporrà un piano di rafforzamento patrimoniale e le conseguenti modifiche del piano di ristrutturazione, rispettivamente, alle autorità di vigilanza e alla Commissione europea». «Per Banca Carige la carenza di capitale finale necessaria per fronteggiare gli eventi sfavorevoli ipotizzati nello scenario avverso dello stress test è di 814 milioni e riflette in parte i bassi livelli patrimoniali di partenza, non sufficientemente rafforzati dall’aumento di capitale effettuato nel 2014. La banca è guidata da una nuova compagine dirigenziale, insediatasi nell’autunno del 2013 in seguito a ripetuti interventi della Vigilanza, anche su base ispettiva, da cui emersero disfunzioni negli assetti di governo e controllo e irregolarità gestionali. La banca – che ha in fase di avanzate trattative la cessione delle compagnie assicurative del gruppo – presenterà un piano di riallineamento patrimoniale da sottoporre alle autorità di vigilanza». Va ricordato che per MPS le previsioni della vigilia erano molto più rosee, visto che si parlava di 500 milioni al massimo da coprire.
COSA SUCCEDE ADESSO
Veneto Banca e la Popolare di Vicenza, argomenta ancora Bankitalia, hanno invece superato lo stress test grazie alla cessione straordinaria di attivi nel 2013. I problemi quindi rimangono per Mps e Carige e per un totale di 2,9 miliardi. Tutte le banche che presentano ammanchi di capitale, ha specificato la Bce nella nota, «devono preparare piani di ricapitalizzazione entro due settimane dall’annuncio dei risultati», e cioè da oggi, e avranno fino a un massimo di nove mesi per coprire queste carenze patrimoniali.