Opinioni

Le urla del senatore Esposito al vigile che lo ha multato

Ieri è stata una giornata piuttosto turbolenta per il senatore del Partito Democratico Stefano Esposito. Mentre rendeva pubblica sul suo sito la lettera di Rettighieri a Linda Meleo «vista la rilevanza dei contenuti», si veniva a sapere che l’ex (ma indimenticabile) assessore ai trasporti della Giunta Marino che propose di perdonare i dipendenti ATAC che avevano indetto uno sciopero bianco facendo incazzare tutti i romani, era stato multato a Torino perché «ieri mattina, a pochi metri da casa in via Guglielminetti, nel quartiere Pozzo Strada, pedalava sul marciapiede senza nessun pedone all’orizzonte e con la carreggiata ostruita in parte da un cantiere, è stato multato dai vigili in sella alla sua due ruote, col seggiolino occupato dalla figlia, seguito dall’altro pargolo che procedeva sulla sua mountain-bike». Farsi multare per un’infrazione al codice della strada è il colmo per un ex assessore ai trasporti. Ma c’è di peggio: la Stampa di oggi pubblica una mini-intervista al vigile Claudio Barioglio, a sentire il quale il senatore ha insultato un pubblico ufficiale e ha poi addirittura chiamato il suo comandante per lamentarsi del suo operato:

Era proprio necessaria la contravvenzione?
«Io ho fatto solo il mio dovere. Per questo mi sono preso dell’ottuso. E non ci sto. Ho detto al senatore di scendere e andare in strada. Lui ha cominciato a urlare che ero incapace di fare il mio lavoro e ha chiamato il nostro comandante».
Ci risulta che sia stato Esposito, però, a insistere per farsi fare la multa. Non è così?
«Sì. Ma ci ha anche detto che anziché multare lui dovevamo concentrarci sulle auto in doppia fila nelle vie attorno».

stefano esposito multa bici
A parere di chi scrive però il non-plus-ultra Esposito lo ha raggiunto non tanto con gli insulti al vigile che faceva il suo dovere, ma con la risposta successiva: quando, secondo il vigile, ha detto che bisognerebbe occuparsi delle auto in doppia fila e non dei ciclisti. Se ci pensate, è giusto che i vigili si occupino delle auto in doppia fila, ma è ridicolmente benaltrista che una volta che uno viene beccato con il sorcio in bocca cerchi di spostare l’attenzione su un altro problema. È come se un accusato di omicidio andasse dal giudice a dire: “Io? Vabbeh, e allora Hitler?”. Ma se ci pensate la tecnica del benaltrismo è anche una delle preferite dai politici quando non sanno più che dire, e spesso i democratici accusano i grillini di usarla (“E allora il PD?“). Il senatore Esposito è finalmente pronto per entrare nei 5 Stelle!

Alessandro D'Amato

Il direttore di neXt Quotidiano