Opinioni

Da Stazzema una proposta di legge di iniziativa popolare contro la propaganda fascista e nazista

Contro la propaganda fascista e nazista. Una proposta di legge che è stata depositata in Cassazione dal Comitato promotore dell’iniziativa (presieduto da Maurizio Verona, sindaco di Stazzema, paese in provincia di Lucca), il 19 ottobre scorso. Per raggiungere l’obiettivo e far arrivare il testo in Parlamento servono 50mila firme, e c’è tempo fino al 31 marzo (per firmare è necessario recarsi negli uffici del proprio Comune). Si tratta di una “legge di iniziativa popolare finalizzata a disciplinare pene e sanzioni verso coloro che attuano propaganda fascista e nazista con ogni mezzo, in particolare tramite social network e con la vendita di gadget”, si legge sul gruppo Facebook “Legge antifascista Stazzema”, che conta già più di 16mila iscritti: “È un’iniziativa che dal basso vuole arrivare in Parlamento”, dice a Nextquotidiano il promotore e sindaco Maurizio Verona. E continua: “Vogliamo trasmettere la memoria alle generazioni successive. Per comprenderne l’importanza basti pensare che aumenta sempre di più il numero delle persone che credono che la Shoah non sia mai esistita”.

E infatti un’indagine Eurispes presentata poco meno di un anno fa sottolineava come il numero dei negazionisti dell’Olocausto fossero passati dal 2,7 per cento del 2004 al 15,6 del 2020. Come anche quelli che tendono a ridimensionare la portato del genocidio, aumentato negli ultimi 16 anni di cinque punti percentuali. “Si sta inquinando la verità storica, basti pensare che c’è ancora qualche politico importante che dice che ‘Il fascismo ha fatto anche cose buone’. Il fascismo ha ucciso migliaia di civlili”, continua il sindaco. A questo serve la legge antifascista di iniziativa popolare, e per questo “è importante che tutti vadano a firmare. Anche perché a causa della pandemia è più difficile andare in piazza e e far aderire le persone”. Ora infatti per portare la proposta in Parlamento è necessario andare a firmare presso gli uffici del proprio comune, documento alla mano.

“Questa è una battaglia che portiamo avanti da tempo. Per il settantesimo compleanno della nostra Costituzione abbiamo istituito l’Anagrafe Nazionale Antifascista, che oggi conta più di 50mila iscritti”. Si tratta di una comunità virtuale, che, come si legge sul sito “nasce perché sta succedendo qualcosa di preoccupante. Si riaffacciano simboli, parole, atteggiamenti, gesti ed ideologie che dovrebbero appartenere al passato. Non solo. Si fanno largo sentimenti generalizzati di sfiducia, insofferenza, rabbia, che si traducono in atteggiamenti e azioni di intolleranza, discriminazione e violenza verbale”.