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Stato di emergenza al 31 marzo: perché è stata decisa la proroga

Oggi il Consiglio dei Ministri procrastinerà la fine dello stato di emergenza (inizialmente prevista per il 31 dicembre) di ulteriori tre mesi

obbligo vaccinale over 50 quarantena e super green pass, tampone due dosi Proroga stato di emergenza 31 marzo

Oggi, martedì 14 dicembre, il Consiglio dei Ministri ufficializzerà la proroga dello stato di emergenza – la precedente scadenza era il 31 dicembre – fino al 31 marzo del 2022. La scelta di Mario Draghi, dopo lunghe settimane di riflessione, sembra essere appoggiata da tutti i partiti che sostengono la maggioranza di governo, compresa la Lega di Matteo Salvini che dopo lunghe battaglie (soprattutto durante il governo Conte-2) sembra aver optato per una strada un po’ meno populista e più istituzionale. La decisione consentirà di mantenere lo status quo e proseguire con la campagna di immunizzazione, mantenendo attivi tutti i provvedimenti presi nel corso di questi due anni di pandemia.

Proroga stato di emergenza al 31 luglio, i motivi della scelta

Secondo quanto riportato dal quotidiano La Stampa, il piano iniziale del Presidente del Consiglio era quello di temporeggiare per un’altra settimana e vedere gli effetti sulla curva epidemiologica (ma anche, soprattutto, sulle ospedalizzazioni e le terapie intensive) del Super Green Pass (o Green Pass rafforzato). Ma i tempi si sono stretti, soprattutto alla luce della crescita dei contagi nelle ultime settimane. Quindi si è deciso di portare avanti la proroga stato di emergenza fino al 31 marzo. Tre mesi per valutare i dati e poi si deciderà se proseguire su questa strada.

I tempi, dunque, si sono accorciati. Il provvedimento (che prevede una deroga rispetto alle indicazioni iniziali) consentirà di mantenere attiva la struttura commissariale guidata dal generale Figliuolo. Questo vuol dire, come spiega Il Corriere della Sera, che rimarrà in vigore quella scala gerarchica decisionale (ma anche istituzionale, non solo a livello formale ma anche pratico) che consente di prendere decisioni sulle gestione dell’emergenza sanitaria.

Il provvedimento consente al generale Francesco Paolo Figliuolo di guidare la struttura commissariale, alla pubblica amministrazione e ai privati di proseguire con le attuali regole dello smart working, alle Regioni di procedere con poteri speciali nella gestione della pandemia anche per quanto riguarda la destinazione dei reparti ospedalieri che in alcune aree stanno andando in affanno.

E quest’ultima chiave di lettura, da molti sottovalutata, è stata sottolineata (seppur in maniera critica) dal professor Andrea Crisanti, ospite ieri sera di Otto e Mezzo, La7.

Sileri: “Non c’entra la variante Omicron”

La proroga stato di emergenza, dunque, verrà ratificata oggi, con il Consiglio dei Ministri. Perché la situazione, seppur migliore rispetto ad altri Paesi, resta sempre sempre molto critica. Ma il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, intervistato dal Corriere della Sera ha detto che la variante Omicron c’entra “Pochissimo”:

“I casi in Italia sono ancora sporadici. La nostra quarta ondata risente quasi interamente dell’influsso della variante Delta. Lo stato di emergenza serve, in ultima analisi, anche per valutare l’impatto di questa variante che è arrivata dal Sudafrica”.

Poi c’è il dato politica, sottoforma di retroscena raccontato da Monica Guerzoni sul Corriere della Sera:

La mossa del premier si spiega anche con la volontà di dare un taglio netto alle letture, alle interpretazioni e alle strumentalizzazioni politiche che da giorni ruotano attorno al rebus dello stato di emergenza. Leggere sul Giornale della famiglia Berlusconi che Draghi non vuole una proroga perché lo inchioderebbe alla poltrona di Palazzo Chigi e non a quella del Quirinale, lo ha convinto che fosse ora di spazzar via dietrologie e informazioni fuorvianti.

Insomma, c’è un po’ di tutto dietro la proroga stato di emergenza fino al 31 marzo del 2022.

Si può andare oltre i 24 mesi?

Infine che anche il tema della percezione. In molti si stanno interrogando sulla legittimità di questa scelta (anche in termini legali e costituzionali). Qualche mese fa, quando già si parlava di questa possibilità di andare oltre il 31 gennaio 2022 (scadenza dei due anni di stato di emergenza), avevamo spiegato come la legge consentisse questa proroga oltre quel limite. Perché se è vero che i commi 3 e 6 dell’articolo 24 del “Codice della Protezione Civile” impongono un limite massimo (12 mesi + 12 mesi), i precedenti indicano la possibilità di oltrepassare quel confine (i casi dei terremoti in Emilia e nel Centro Italia del 2012 e del 2016 ne sono gli esempi lampanti) per via delle mutate situazioni che possono spingere un governo a optare per la proroga stato di emergenza per molto tempo in più.

(Foto IPP/Fabio Cimaglia)