Politica

«Il M5S verso lo stop allo Stadio della Roma a Tor di Valle»

virginia raggi video stadio roma

Giovedì sera, dopo l’Assemblea capitolina, c’è stata una prima riunione con la sindaca Virginia Raggi, i presidenti dei Municipi e con gli avvocati del Campidoglio sullo Stadio della Roma a Tor di Valle. E il Messaggero racconta che il MoVimento 5 Stelle si sta orientando verso uno stop al progetto:

Dopo aver sentito i legali, i consiglieri prenderanno una decisione politica. Ma si tende a prendere tempo, più che altro. «Faremo altre riunioni perché dobbiamo riflettere a 360 gradi», spiegano i consiglieri. Le penali tra l’altro, è stato spiegato ai consiglieri di maggioranza, sono alla base dell’importanza degli inadempimenti pattuiti tra le parti, ovvero tra amministrazione e proponente.

Ma deve essere un giudice che decide, in caso di richiesta di risarcimento del danno, se le penali sono congrue. «La rilevanza di una penale deve essere commisurata all’inadempimento», spiegano in gergo i legali che stanno lavorando al dossier. Mancano ancora due atti amministrativi di fondamentale importanza: la variante urbanistica e la convenzione, che è il vero contratto da stipulare e che sancisce il matrimonio tra Campidoglio e i privati. Insomma se non c’è un atto che avvia davvero il progetto, e al momento ci sono un paio di delibere capitoline e basta, il rischio penali è piuttosto remoto.

L’articolo racconta che la retorica dello stadio fatto bene è ormai un ricordo e che il gruppo M5S si sta orientando verso lo stop al progetto. Ma il ragionamento sulle penali sotteso nell’articolo sembra alquanto ottimista (in attesa di leggere cosa dice veramente il parere dell’Avvocatura Capitolina): è passato infatti più di un anno e mezzo dal voto in Conferenza dei Servizi e dalla delibera di novazione che ha cambiato il progetto della Giunta Marino. È vero che la variante non è stata approvata né, tantomeno, è stata firmata la convenzione urbanistica, ma è anche vero che la Roma ha già speso soldi per il progetto (70 milioni di euro) e già questo smentisce Pellegrino. In più la delibera 32/2017 di novazione della dichiarazione di pubblico interesse è del 14/06/2017 cioè oltre i 18 mesi entro i quali la l. 241/90 considera congrua l’applicazione dell’autotutela.

Leggi anche: Il reddito di cittadinanza è in ritardo