Economia

La spirale del fallimento in Francia

Luc Peillon, giornalista economico di Libération, pubblica questo grafico e questo commento oggi sul quotidiano a proposito della Francia:
 

Un tunnel senza uscita. Dopo due annate 2012 e 2013 quasi nulle (+0,3% di crescita ciascuna), il governo ha appena annunciato, mercoledì scorso, che il 2014 dovrebbe essere dello stesso tenore (+0,4%). Conseguenza: il deficit pubblico risalirà al 4,4% quest’anno, e si ridurrà appena nel 2015, al 4,3%, contro il 3% previsto inizialmente. Dati catastrofici per l’esecutivo che, incapace di rilanciare la crescita e ridurre la disoccupazione, ha cercato fino a ieri di consolare l’opinione pubblica, e soprattutto Bruxelles, con il ritornello del rigore di bilancio. L’obiettivo può dirsi oggi mancato. Ma queste cifre non segnano soltanto il mancato rispetto della traiettoria di riduzione dei deficit, che potrà in definitiva attendere (soprattutto con i tassi storicamente bassi ai quali laFrancia si indebita in questo momento).

Spiega Peillon:

Queste previsioni, in particolare quelle di crescita, annientano sopratttuto ogni credibilità residua della politica dell’offerta inaugurata due anni orsono dal governo [e magnificata in gennaio dal presidente Hollande, n.d.t.]. Perché con lo 0,4% di progressione del PIL previsto per quest’anno, ed un ipotetico, striminzito 1% per il 2015, quali sono le imprese francesi che rischieranno investimenti e assunzioni massicce? In altre parole, nel momento stesso in cui le imprese riducono già la velatura (riduzione degli investimenti al primo semestre 2014), nulla le spinge, alla luce di questi dati, a cambiare orientamento. Con il rischio seguente: che i 40 miliardi di riduzione del costo del lavoro e dei prelievi sulle imprese, previsti di qui al 2017, finiscano per essere inghiottiti in pura perdita. Almeno sul medio termine. E pensare che la stessa cifra, finanziata in parte dalle famiglie, avrebbe potuto alimentare la crescita… ci troviamo in una spirale del fallimento?

Traduzione di Faber Fabbris
Previsioni e realtà PIB Francia