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Sorpresa: è sparita la pagina Facebook del Veneto Fronte Skinhead

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L’ondata di proteste e di indignazione dopo l’irruzione di un un gruppo di teste rasate appartenenti al Veneto Fronte Skinhead durante l’assemblea plenaria della rete “Como Senza Frontiere” ha prodotto i primi frutti. Al momento né la pagina Facebook del Veneto Fronte Skinhead né il profilo del suo presidente, Giordano Caracino, risultano raggiungibili. Non è chiaro se siano state cancellate dagli amministratori del social network o se siano state prudentemente oscurate da quelli del Veneto Fronte Skinhead per sfuggire dagli insulti e dalle segnalazioni degli utenti.

Diego Caracino e Hitler che tutto sommato non è niente male

Di certo non è un bel risultato. L’azione contro i soloni dell’immigrazione ad ogni costo avrebbe dovuto servire a fare pubblicità ai naziskin. In assenza della pagina Facebook però tutta questa pubblicità andrà sprecata. Ma del resto quelli del VFS non sono come CasaPound, a loro non interessa ripulirsi l’immagine e farsi passare per quello che non sono. Lo ha fatto capire chiaramente Caracino ieri alla Zanzara di Radio 24  dove ha spiegato che il Fascismo ha fatto cose buone per il Paese e che Mussolini è stato un grande statista il cui unico errore è stato perdere la guerra. Anche per Hitler Caracino non ha avuto alcun imbarazzo ad esprimere parole di apprezzamento spiegando che “a livello di riforme sociali e industriali” i nazisti hanno fatto sicuramente qualcosa di buono.
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Non è mancato nemmeno un tocco di revisionismo sulle cifre della Shoah. Caracino dubita che siano proprio sei milioni e ritiene che tutta la storia dal 1945 in avanti debba essere ristudiata e rivisitata per intero. Del resto perché negare ai simpatizzanti del Duce e del Führer la possibilità di non sentirsi eternamente sconfitti? Se loro credono che Fascismo e Nazismo abbiano avuto anche importanti aspetti positivi la storia dovrebbe concederglielo. Un po’ come nei romanzi fantasy o nei giochi di ruolo.

La solidarietà dei neofascisti al VFS

I Fasci Italiani del Lavoro, partito di chiara ispirazione fascista salito alla ribalta delle cronache per essere riuscito ad eleggere una consigliera comunale a Sermide e Felonica in provincia di Mantova hanno voluto esprimere la propria solidarietà ai camerati che hanno opposto fieramente il petto al mondialismo e alla logica immigrazionista.
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Anche Forza Nuova, per voce di Luca Castellini, Coordinatore Forza Nuova Nord Italia, ha voluto esprimere la sua solidarietà.
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Castellini ha dichiarato che «Ius Soli e business accoglienza rappresentano i due principali cardini del progetto di Sostituzione Etnica Nazionale verso la quale le cooperative ad hoc si prostituiscono per guadagnare milioni di euro sulla pelle dei loro migranti dalle uova d’oro» dando quindi pienamente ragione ai camerati del VFS.

Le “critiche” e i “distinguo” di Diego Fusaro

Il filosofo sovranista Diego Fusaro invece vuole distinguersi. Il suo ruolo è quello di fare la voce fuori dal coro e quindi accusa i naziskin di non essere abbastanza patrioti. Il motivo? Il fatto che si definiscano skinhead è già di per sé rivelatore – con la sua anglofonia – che si tratta di “squisiti prodotti del globalismo”. Un po’ come le banane che vengono da Panama o le pere argentine. Non a caso Fusaro lo scrive su Facebook, nota rete sociale ideata e localizzata nella nostra gloriosa madrepatria.
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Ma per Fusaro il problema non sono le quattro risibili teste rasate, in fondo con quelle lui ci avrebbe pure parlato volentieri di Marx. Il problema è che il “loro gesto volgare e inqualificabile, condannabile e deprecabile, non è nulla al confronto della violenza tracimante a cui quotidianamente ci sottopone il capitalismo planetario”. Fusaro torna qui sui temi cari al VFS che a Como ha parlato di “logica malata che sacrifica i popoli di tutto il mondo sull’altare di un turbocapitalismo alienante”. Toni che appunto ricordano quelli di Fusaro quando si scaglia contro l’Erasmus, il Gender e – oggi – l’utero in affitto. A quanto pare la differenza tra Fusaro e gli skinhead si sta progressivamente assottigliando, per ora il filosofo continuerà a sfoggiare la sua riccioluta chioma ma a utilizzare lo stesso identico lessico dei neofascisti. È l’apoteosi di un rossobruno.