La macchina del funky

Il sondaggio che porta Virginia Raggi e Giorgia Meloni al ballottaggio

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Due donne al ballottaggio a Roma? L’ipotesi che Virginia Raggi e Giorgia Meloni possano essere le candidate che si giocano fino all’ultimo la poltrona di sindaco della Capitale si fa sempre più concreta e un sondaggio di Alessandra Ghisleri di Euromedia Research oggi la consolida, vedendo un Roberto Giachetti sempre più in difficoltà e ormai sorpassato dalla leader di Fratelli d’Italia nei consensi. Giovanna Vitale su Repubblica di oggi dice che il sondaggio sta allarmando il PD, già funestato da liti all’interno del comitato elettorale e grida d’aiuto lanciate da ministri e parlamentari:

«Dire che siamo preoccupati è dire poco», sussurrano ai piani alti del partito, «Roberto non sta andando bene, è come se girasse a vuoto, si è rinchiuso in un fortino e non parla più con nessuno». Nemmeno, pare, con i vecchi amici di un tempo, i suoi principali sponsor, quelli che l’hanno voluto e sostenuto in questa difficile avventura: riconquistare il Campidoglio dopo la vergogna di Mafia Capitale e la caduta di Ignazio Marino. Voci che devono essere arrivate forti e chiare anche all’orecchio del segretario-premier, pronto a scendere in campo per difendere quella che è innanzitutto una sua scelta.
E perciò partito lancia in resta contro Virginia Raggi, la sfidante più temibile, che da una capitale a 5 stelle potrebbe creare non pochi problemi al presidente del Consiglio. «Se a Roma vince il candidato contro le Olimpiadi ci sono conseguenze per il governo nazionale, nel senso che non possiamo più fare i Giochi», ha agitato lo spauracchio Renzi al Tg1. Un’incursione che segnala per lo meno un’apprensione, l’ansia per una gara dall’esito incerto, che potrebbe travolgere anche lui. D’altra parte, che fosse una sfida al limite del possibile ne erano consapevoli in tanti, dentro e fuori il Pd.

giachetti fuma
La foto di Giachetti che fuma nel suo ufficio alla Camera dei deputati

Ma che potesse virare nella peggiore sconfitta dell’ultimo quarto di secolo, non era stato neppure messo in conto:

E invece le rilevazioni più recenti, commissionate a vari istituti di ricerca, dicono tutte la stessa cosa: il candidato del centrosinistra rischia di arrivare terzo, non entrare neanche al ballottaggio. Nel 2008 persino Francesco Rutelli risultò in testa al primo turno, salvo poi subire la rimonta di Gianni Alemanno. E hai voglia a dire che «io ai sondaggi credo poco, soprattutto quando si parla ancora di percentuali alte di indecisi», come ha fatto ieri il diretto interessato. I candidati dem in assemblea capitolina si stanno già attrezzando, stringendo accordi trasversali tra correnti per alzare l’asticella dei consensi: «Se va bene eleggeremo non più di 6-7 consiglieri, inutile farsi troppe illusioni», taglia corto uno di loro. Tutti convinti che la fotografia scattata dalla Euromedia Research di Alessandra Ghisleri sia quella più aderente alla realtà.
Con la grillina Raggi ormai imprendibile al 29%, Giorgia Meloni dietro con il 22, Giachetti in discesa al 19,5, il civico Alfio Marchini all’8,5, il forzista Guido Bertolaso al 7, Stefano Fassina di Sinistra italiana al 5, Francesco Storace de la Destra al 2. Dati che se non hanno scoraggiato Berlusconi, sbarcato ieri a Roma per sedare la rivolta interna a Fi e rinnovare il suo «appoggio incondizionato» all’ex capo della Protezione Civile — incontrato a Palazzo Grazioli per concordare la sua prima uscita pubblica con lui, domani sul Tevere, in concomitanza con l’apertura della campagna della Meloni — certo non fanno demordere Giachetti.