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I 3 possibili scenari parlamentari (e non solo) dopo il voto del 25 settembre

neXt quotidiano|

I dati che emergono anche dagli ultimi sondaggi politici, indicano quella che sembra essere una vittoria pressoché sicura della coalizione di centrodestra. Fratelli d’Italia vola ad ali spiegate verso un successo storico per la destra italiana, con Lega e Forza Italia “costrette” ad avere il ruolo di “stampella” per ottenere la maggioranza dei seggi (ricordiamo che il sistema elettorale ne prevede alcuni – il 37% – eletti nei collegi uninominali e altri – il 61% – con il proporzionale, mentre i restanti sono destinati agli eletti nelle circoscrizioni estere). Ma le rilevazioni non sempre offrono uno specchio coerente alla realtà e i numeri accumulati nel corso delle scorse settimane arriveranno alla prova del nove alla chiusura delle urne nella tarda serata di domenica 25 settembre.

Sondaggi politici, i tre scenari dopo il voto del 25 settembre

Gli scenari futuri e futuribili, dunque, potrebbero non andare in un’unica direzione. O, almeno, non in quella che al momento viene data come la più possibile e plausibile. Come spiega Francesco Malfetano su Il Messaggero, le possibilità sono 3. La prima, ovviamente, è quella della vittoria schiacciante del centrodestra. Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e Noi Moderati conquistano la maggioranza dei due terzi in Parlamento (quindi sia alla Camera che al Senato). Con questa prospettiva – di cui ha parlato lo stesso Enrico Letta nei giorni scorsi – Meloni, Salvini e Berlusconi avrebbero un peso parlamentare incontrastabile e potrebbero persino procedere con iniziative legislative atte alla modifica della Costituzione. Perché avrebbero proprio i requisiti numeri previsti dalla Costituzione per non passare da alcun referendum e non aver bisogno di ulteriori passaggi.

E con questa maggioranza non c’è solo la Costituzione (quindi la possibilità diretta di procedere con la riforma che potrebbe portare al Presidenzialismo fortemente voluto da tutti e tre i leader del centrodestra). Perché un Parlamento così fortemente spostato in quella direzione avrebbe la forza di approvare, senza alcun problema, qualsiasi tipo di legge. Comprese quelle a livello economico e finanziario (dalla flat tax alla famosa pensione alle casalinghe).

Le altre ipotesi

Questo è il primo scenario che sembra emergere prendendo per buoni gli ultimi risultati dei sondaggi politici. Ma l’analisi non deve necessariamente fermare qui. Perché la seconda ipotesi è quella di un centrodestra che potrebbe non riuscire a confermare i numeri conquistati nelle varie rilevazioni. Con una maggioranza meno netta in Parlamento, Meloni, Salvini e Berlusconi non potrebbero procedere con le modifiche alla Costituzione e potrebbero avere delle difficoltà al proprio interno. Perché un centrodestra che non sfonda equivale a un Fratelli d’Italia che non è riuscito a ottenere quei 25/26/27 punti percentuali che oggi gli vengono accreditati dai sondaggi. E questo potrebbe portare a una ricerca di nuovi equilibri intestini, con la Lega che potrebbe cercare una nuova ribalta per recuperare consensi. E Forza Italia destinata a rendere più pesante la sua presenza.

Infine c’è l’imprevedibile. Varcando il confine del centrodestra, il Terzo Polo, il MoVimento 5 Stelle e il Partito Democratico (in alleanza con Sinistra Italia e Verdi, ma anche con Impegno Civico di Luigi Di Maio) riescono a ottenere risultati molto meno deludenti rispetto a quelli indicati oggi dagli ultimi sondaggi. Il centrodestra non avrebbe un ampio spazio di manovra e ci si troverebbe di fronte a uno stallo. Chi potrebbe governare? Un esecutivo di larghe intese. E qui gli incastri possono essere vari e attualmente indecifrabili. Il tutto in attesa della fine della giornata di domenica 25 agosto.