Politica

Sondaggi, perché Lega e FdI sono fratelli coltelli

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Roberto D’Alimonte sul Sole 24 Ore oggi spiega perché la Lega e Fratelli d’Italia, formalmente alleati che condividono molte battaglie e tantissimi temi, in realtà sono concorrenti sul fronte dell’elettorato visto che chi vota Salvini ha anche la propensione a votare Meloni e viceversa:

Fratelli d’Italia è in crescita da mesi. Una crescita lenta ma continua. Ha preso il 4,3 alle politiche del 2018, il 6,4 % alle europee di questo anno e il 10,4 % alle regionali in Umbria dove nel 2015 aveva ottenuto il 6,2%. La media dei sondaggi della scorsa settimana stima il partito della Meloni al 9,8%. Addirittura gli ultimi indici di gradimento mettono la Meloni davanti a Salvini. Insomma Salvini ha trovato un concorrente temibile. Oggi gli elettori disponibili a votare l’uno o l’altro di questi due partiti sono praticamente gli stessi.

Lo suggerisce anche un altro dato che pubblichiamo qui: come gli elettori si collocano sulla scala sinistra-destra. Non è vero che questa dimensione della politica sia scomparsa. Molti lo vogliono far credere per avere le mani libere. Un elettorato disancorato è un elettorato più disponibile. Ma non è così. Destra e sinistra hanno ancora un senso per milioni di persone. E gli elettori di Lega e Fratelli d’Italia si riconoscono come elettori di destra. È lì che si collocano con un punteggio rispettivamente di 8 e di 8,5. Gli stessi elettori di Forza Italia si collocano lì vicino. Sono punteggi da destra radicale e non da destra moderata. L’asse della politica italiana su questa dimensione si è spostato. E di questo spostamento verso destra ha beneficiato fino ad oggi soprattutto Salvini che lo ha favorito intercettando domande latenti.

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Il sondaggio dell’Osservatorio CESI sulle forze politiche (Il Sole 24 Ore, 3 dicembre 2019)

Ma non è detto che continui così. La Meloni è in agguato. I due partiti occupano lo stesso spazio politico:

Lo ripetiamo: competono per gli stessi elettori. L’Italia ha trovato la sua Marine Le Pen. A sinistra il quadro è molto diverso. Dal diagramma di Venn si coglie bene la differenza. A destra c’è un blocco compatto. Gli elettori dei partiti di destra si sovrappongono largamente. Sono disposti a trasferirsi dall’uno all’altro dei partiti della destra. A sinistra non è così. Gli elettori sono più distanti. In particolare colpisce l’isolamento del M5s. Non solo il suo bacino elettorale si è ridotto drasticamente, ma è come se gli elettori rimasti siano disponibili a votare solo il Movimento o a non votare. Solamente Pd e Italia Viva hanno una quota significativa di elettori che si sovrappongono.

E questo conferma che oggi il target realistico per il partito di Renzi è più il Pd che Forza Italia i cui elettori hanno una auto-collocazione nettamente di destra. In sintesi, non solo il voto potenziale dei partiti di sinistra è più limitato, con l’eccezione del Pd, ma lo schieramento non ha la stessa omogeneità del blocco rivale. Certo, tutto scorre di questi tempi. Quelle che sono le auto-collocazioni e le propensioni al voto di oggi possono cambiare. Ma oggi è così.

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