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Sondaggi: le intenzioni di voto per le Europee e il peso del flop Basilicata per il M5S

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Un sondaggio realizzato da Bidimedia lo scorso weekend sulle intenzioni di voto alle prossime Europee di maggio ha evidenziato il calo del M5s in tutte le regioni d’Italia, anche in quelle del sud considerate roccaforti grilline fino a pochi mesi fa.

Sondaggi: le intenzioni di voto per le Europee e il peso del flop Basilicata per il M5S

In particolare in Basilicata dove si è votato domenica scorsa 24 marzo per il rinnovo del consiglio regionale, il partito di Di Maio potrebbe aspirare a un risultato oltre il 30% , lontano più di 10 punti percentuali da quello delle politiche del 2018. Un dato più confortevole del 20,3 % registrato domenica, ma che evidenzia come lo zoccolo duro dell’elettorato grillino sia ormai ridotto inesorabilmente. Fatti i dovuti distinguo tra elezioni regionali e nazionali e considerando che il M5s correva da solo contro le coalizioni avversarie, bisogna tener presente che in Basilicata non c’era il cosiddetto voto disgiunto. L’elettorato fedele al M5S ha quindi scelto indubbiamente di votare per questo partito con il risultato che conosciamo. È ormai certo che il M5s ha ottenuto in passato il voto di opinione di un elettorato ballerino, che secondo tutti i direttori degli Istituti demoscopici, da Roberto Weber di Ixè a Fabrizio Masia di Emg, si è spostato massimamente verso la Lega.

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I flussi di voto in Basilicata (Il Messaggero, 26 marzo 2019)

Swg e Tecnè, analizzando i flussi del voto in Basilicata, evidenziano che una percentuale di (ex) elettori del M5s, compresa tra il 17 e il 29 %, ha votato per il Cdx.È molto probabile che sia l’effetto di una migrazione quasi definitiva della parte di elettorato grillino che si riconosce in una politica e una ideologia di destra e che per questo si sta spostando verso il partito di Matteo Salvini. D’altra parte, come evidenziava un sondaggio Index Research diverse settimane fa, gli elettori indecisi sarebbero orientati per il 40% verso un voto di centro-sinistra e per il 15% verso partiti moderati come Forza Italia. Un’indicazione che se fosse confermata dal voto stabilirebbe che il M5s ha poco da recuperare tra gli indecisi e che la Lega avrebbe quasi raggiunto il suo picco massimo, avendo già attratto la maggior parte dell’elettorato di destra (insieme ai Fratelli d’Italia). In ultima analisi, uno sguardo alla media dei sondaggi nazionali degli ultimi mesi chiarisce che l’exploit della Lega, che ha quasi raddoppiato il 17% delle scorse politiche, non è imputabile ai 4-5 punti che avrebbe sottratto a Forza Italia ma ai circa dieci persi dal M5s (e non certamente al Partito Democratico, rimasto stabile per molti mesi) che ormai viaggia su percentuali del 21%, vicinissimo a quel 20% ottenuto domenica in Basilicata.

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