Economia

Dove vanno i soldi delle famiglie

fondi comuni investimento

Una serie di infografiche pubblicate oggi dal Corriere della Sera ci raccontano dove mettono i soldi gli italiani negli anni della crisi. Secondo le stime di Prometeia a fine 2016 le ricchezze finanziarie (escludendo quindi le case) ammontavano a 4.051 miliardi. Sbirciando nel «borsellino» nazionale troviamo più polizze e fondi, sempre meno Btp e obbligazioni bancarie. Un cambiamento grande, spinto dalla «sparizione» progressiva dei rendimenti e, per quanto riguarda i bond degli istituti di credito, anche dalle drammatiche vicende (non ancora concluse) che hanno coinvolto i piccoli obbligazionisti degli istituti in crisi.

dove vanno i soldi delle famiglie
Dove vanno i soldi delle famiglie (Corriere della Sera, 6 gennaio 2017)

Nel dettaglio, spiega il quotidiano:

I fondi comuni e le polizze rappresentano oggi il 34,2% delle ricchezze complessive delle famiglie italiane. Il patrimonio complessivo dell’industria nel mese di novembre ammontava a oltre 1.900 miliardi, una cifra superiore al Prodotto interno lordo del nostro Paese. Nel 2017 debutteranno i Pir, fondi per investire sulle aziende italiane senza pagare tasse (a certe condizioni).
Senza l’aggressione dell’inflazione negli ultimi anni i depositi vincolati — quelli che offrono ancora in media l’1 per cento netto — sono stati molto gettonati dalle famiglie. Le attività liquide rappresentano un terzo circa del totale delle ricchezze private e i conti correnti «classici» per gestire spese e stipendi hanno sempre la possibilità di fare molte operazioni utilizzando Internet.
In quattro anni le famiglie hanno «levato» dai bond bancari 212 miliardi di investimenti. Una fuga dettata dai rendimenti sempre più magri, ma anche dai rischi crescenti associati a questi strumenti. I piccoli obbligazionisti delle banche italiane in possesso di titoli subordinati (i più rischiosi) hanno pagato un conto salato a causa delle recenti crisi.

Dove vanno i soldi delle famiglie
Dove vanno i soldi delle famiglie (Corriere della Sera, 6 gennaio 2017)